6 mesi!

Vicenza, 26 luglio 2017

Quando sei mesi fa ho effettuato il trapianto di midollo osseo, Elisabetta ed io festeggiavamo 16 anni di fidanzamento. L’ho sempre considerato un segno del destino fare il trapianto in un giorno così speciale. 

Oggi è sant’Anna (il nome di mia Madre) ed è l’anniversario di morte di mio Nonno Bepi. Ho avuto l’esito dell’aspirato midollare ed è ancora fortunatamente negativo. Un altro traguardo importante da festeggiare ed un meraviglioso regalo che arriva dal cielo! 

Gli esami del sangue sono buoni ed il midollo nuovo per ora si sta comportando assai bene. Grazie a te, mio Eroe. Ti penso ogni giorno e non smetto mai di ringraziarti. Se solo potessi abbracciarti….

Tolgo anche la ciclosporina, un farmaco bello pesante che mi ha fatto compagnia in questi primi mesi, ma di cui mi libero in grande piacere! Insidie ce ne sono e ce ne potranno essere ancora molte, ma oggi mi concedo di essere felice, perché mi sento davvero bene. Ho ripreso a lavorare, sono tornato in Consiglio Comunale, mi sto riappropriando di tante piccole cose che sei mesi fa apparivano come chimere. In questi giorni ho fatto incontri bellissimi che porterò nel cuore, ho ricevuto splendide notizie (in particolare ieri da Cristina su Cecilia) ed ho tanti cassetti pieni di sogni che vorrei ancora aprire. Mi auguro dunque di continuare per questa via. 

A questo traguardo non arrivo solo, ma sempre in cordata: tantissime persone mi hanno accompagnato e mi stanno accompagnando lungo questo tortuoso e affascinante cammino, ognuno mettendoci del proprio e un ringraziamento è quanto mai doveroso. Grazie a te, sì proprio a te che mi stai leggendo. Anche tu ne sei protagonista.

E grazie Elisabetta che in questi giorni sei a Lerici dove questa sera debutterete con lo spettacolo “Troiane”. Dopo oltre due anni anche tu puoi tirare un po’ il fiato, fare ciò che ami e stare fuori casa senza pensieri. Posso dire con quasi assoluta certezza che se non ci fossi stata tu, oggi non sarei qui. 

Poulenc, Blue ed io siamo con te e ti gridiamo: Merda! Merda! Merda per stasera! 

In alto i cuori e viva la Vita.

P.s. Grazie Giulio per questa splendida foto 

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5 mesi 


Vicenza, 26 giugno 2017
Oggi sono cinque mesi esatti da quando ho effettuato il trapianto. La visita ematologica di questa mattina è andata bene ed io mi sento in forma. Voglio ringraziare e ricordare, a cinquant’anni dalla morte, don Lorenzo Milani uno dei testimoni ed interlocutori più importanti della mia vita con un bellissimo passaggio del discorso che Papa Francesco ha pronunciato a Barbiana la scorsa settimana. (+ 26 giugno 1967)

“Ridare ai poveri la parola, perché senza la parola non c’è dignità e quindi neanche libertà e giustizia: questo insegna don Milani. Ed è la parola che potrà aprire la strada alla piena cittadinanza nella società, mediante il lavoro, e alla piena appartenenza alla Chiesa, con una fede consapevole. Questo vale a suo modo anche per i nostri tempi, in cui solo possedere la parola può permettere di discernere tra i tanti e spesso confusi messaggi che ci piovono addosso, e di dare espressione alle istanze profonde del proprio cuore, come pure alle attese di giustizia di tanti fratelli e sorelle che aspettano giustizia. Di quella piena umanizzazione che rivendichiamo per ogni persona su questa terra, accanto al pane, alla casa, al lavoro, alla famiglia, fa parte anche il possesso della parola come strumento di libertà e di fraternità.”

TRAGUARDI, TRA SGUARDI! 


Vicenza, 12 giugno 2017

A quattro mesi e mezzo dal trapianto, biologia molecolare negativa ed emocromo nella norma. La strada è ancora molto lunga, ma ogni volta che si raggiungono nuovi traguardi, tra sguardi complici di felicità, è sempre motivo di festa. Festa che vorrei tanto condividere con Te che mi hai donato questa straordinaria possibilità chiamata vita! Maledetta privacy che non mi permette di sapere chi sei. Vorrei subito venirti ad abbracciare o chiamarti ogni volta che ho una buona notizia per guardarti negli occhi e ringraziarti, per dirti che sono ancora qui ed ogni giorno che passa è un giorno che mi ha regalato Tu, mio Eroe. Capisco perfettamente i motivi per cui non mi possano rivelare la tua identità e li comprendo! Spero comunque ti giunga, in qualche forma, tutta la mia riconoscenza e la mia gratitudine. Gratitudine e riconoscenza che avrò in eterno anche per i volontari, il personale ausiliario, le infermiere e gli infermieri, le dottoresse e i dottori del reparto di Ematologia e i donatori di sangue, di piastrine e di plasma. Sono ancora qui grazie anche a loro. Non solo i posti, ma anche le nostre vite le fanno le persone, nel bene e nel male. Ed aggiungo, nel bene, anche gli animali: da quando nella vita mia e di Elisabetta sono arrivati i nostri pelosi Poulenc e Blue tutto è decisamente più bello!Ti prometto, dal canto mio, che non abbasserò mai lo sguardo perché sono ben conscio che ci sono ancora moltissimi chilometri da percorrere, che le insidie e gli imprevisti possono sorgere da un momento all’altro. Ma ho un unico obiettivo: arrivare al traguardo finale, spendendomi all’inverosimile, fino al midollo! 😊

Oggi però mi fermo. Ho voglia di ristorarmi e di godermi questa bella giornata. Da domani riprendo a camminare, sempre supportato dall’Amore e dall’affetto delle persone che mi vogliono bene e a cui voglio bene e Tu hai e avrai sempre un posto speciale nel mio cuore. Ti vorrei anche parlare di una sorpresa, ma poi che sorpresa sarebbe? Spero che quando la vedrai, tu possa essere ancora più contento di essere donatore (intanto osserva bene la foto)

Buon inizio di settimana a Te e a tutti voi e, come amo ripetere sempre, in alto i cuori!

Sandro 

PASSEGGIANDO…

Vicenza, 13 maggio 2017

Buongiorno! Stamattina passeggiata di mezz’ora lungo le strade del mio nel quartiere dopo aver salutato molto volentieri Anders ed Eve che mi hanno portato un regalino per la serata. Ho incontrato tante persone che mi ha fatto davvero piacere rivedere e che erano “preoccupate” per il fatto che non avessi più dato aggiornamenti sulle mie condizioni di salute. Uno degli obiettivi che mi ero prefissato stamattina era quello di andare a salutare mia Mamma in cimitero perché domani è la sua festa, ma non me la sono sentita sia per la distanza sia per il tempo incerto. Penso che ci andrò domani in auto. È da quando mi sono ammalato che non sono più andato a trovarla e mi piacerebbe molto farlo. Mio padre va in cimitero ogni domenica mattina. È il loro momento, da quasi quattro anni a questa parte ed è la conferma che un Amore autentico continua, in una forma diversa, e va oltre. Per mio padre questi ultimi anni sono stati davvero duri ed ingrati e lo ammiro tantissimo per come li sta vivendo ed affrontando. 

Ma veniamo al “bollettino medico”, se no mi commuovo troppo. Le cose stanno procedendo secondo protocollo (metto foto in cui ho tolto momentamente cappellino e mascherina così vedete anche come il capello stia ricrescendo fluente 😜). Ho qualche fastidio legato al post trapianto ed alle terapie farmacologiche, ma tutto assolutamente tollerabile. Guardo, poi, sempre alla parte piena del bicchiere. L’ultimo esito dell’agoaspirato midollare effettuato la settimana scorsa è negativo, l’emocromo è discreto e le condizioni generali di salute mi permettono di fare tutto. Avanti quindi con fiducia e con determinazione. Tra poco, dopo essermi ripreso un po’ dalla passeggiata, preparo l’impasto della pizza perché è un must al sabato sera la pizza homemade a casa Pupillo. Elisabetta tornerà quasi certamente più tardi del solito, ma la aspetto ovviamente per cenare assieme e per guardarci l’ Eurofestival di cui siamo grandi appassionati. 
Ripensando un attimo a mio padre, mi torna in mente una frase molto bella che si trova in una splendida canzone di Fabrizio De André (canzone del padre) e che condivido con voi: “Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi solo i sogni che non fanno svegliare?”. 
Buon fine settimana a tutti e……in alto i cuori, sempre!
Sandro 

P.s. Alle 15, cascasse il mondo, mi faccio del male guardando il Lane a Cittadella. È davvero l’ultimissima chiamata per restare in B. Forza vecchio cuore biancorosso! 

2 anni!


Vicenza, 14 aprile 2017

Alle volte capita tutto d’ un tratto. Sempre goduto di buona salute, mai stato da un dottore. Anzi, la parola medico mi aveva sempre messo paura: vade retro!!! Una vita sregolata ricca di soddisfazioni, col piede pigiato sull’acceleratore e il desiderio di volare sempre più in alto. Poi un giorno cominci a non sentirti molto bene, percepisci che qualcosa nel tuo corpo non va…all’inizio ti convinci che possa essere una cosa passeggera, un malessere momentaneo, dai magari la colpa allo stress e ai ritmi forsennati di questa vita frenetica. Poi i disturbi, in poco tempo, si intensificano ed allora subentra l’ansia, il timore…”oddio, sarà qualcosa di grave?” Inizi a pensarci più seriamente, ma non vuoi confrontarti con uno dei tuoi più grandi limiti: il terrore del camice bianco! Allora tiri avanti ancora sperando che le cose migliorino ma purtroppo, giorno dopo giorno, vanno sempre peggiorando fino ad arrivare al limite…e come è sempre stato nella mia vita precedente, la saggia decisione si prende solo quando si è arrivati ormai all’eccesso, sperando che non sia troppo tardi.

È successo così. Da una dozzina di giorni avevo un fastidioso ascesso al dente del giudizio che mi provocava dolore, sanguinamenti dalla gengiva, febbre e brividi. Il dentista, per fortuna, rientrava tra i dottori da me tollerati. Andai da lui, il quale mi confermò che il dente era da estrarre e mi diede un antibiotico…passarono alcuni giorni, ma questo ascesso anziché migliorare peggiorava, fino a che, il 12 aprile, mi comparve sul ventre, poco sopra il fegato, un vistoso ematoma ed iniziai a non vederci bene da entrambi gli occhi, come se avessi dei vetri rotti dentro la retina. Il giorno seguente decisi allora di recarmi dal medico di base e non appena entrai nel suo studio le dissi: “dottoressa, ho la leucemia!”. Lei mi guardò, perplessa e turbata, dicendomi che non si poteva fare una diagnosi così, senza aver fatto alcun accertamento. Mi prescrisse delle analisi del sangue che andai a fare appunto la mattina del 14 aprile. Il responso fu spietato: Leucemia promielocitica acuta. Paziente in imminente pericolo di vita. Mi ricoverarono subito nel reparto di ematologia dell’Ospedale Civile di Vicenza, secondo piano – stanza 12, e dissero a me e a mia moglie che avrei dovuto affrontare immediatamente una terapia con alto dosaggio chemioterapico per cercare di debellare i tantissimi globuli bianchi malati, i quali stavano provocando la mia morte…
Sono passati due anni. Questa mattina sono in Day Hospital, accompagnato dalla mia straordinaria Moglie. Non ho più paura del camice bianco. Quello che una volta percepivo come diavolo, oggi riconosco come simbolo! Simbolo di gratitudine infinita. 
La strada è ancora lunga, non so cosa mi riserverà il futuro, ma vivo il presente come dono, nel “qui e ora”, sorridendo.

Buon Venerdì Santo a tutti. In alto i cuori.
Vostro,
Sandro

A DUE MESI DAL TRAPIANTO! 


Vicenza, 26 marzo 2017

Oggi è una bella domenica di sole. Era annunciata pioggia, ma stamattina fortunatamente le condizioni meteo sono decisamente diverse. Eccomi sul terrazzo di casa (vedi foto) che sto controllando che Poulenc, il mio gattone, si limiti ad annusare le poche pianticelle rimaste in vita e non faccia gesti inconsulti. Mi capita spesso infatti di sognarlo mentre scavalca la ringhiera del terrazzo e poi…beh, vi risparmio il resto del sogno (anzi, dell’incubo!). 

Stamattina mi sono ricordato che oggi sono due mesi esatti da quando ho fatto il trapianto. A volte mi sembrano passati molti meno giorni, altre volte invece, mi sembrano passati già vari mesi. Le mie condizioni generali di salute solo discrete direi…ho qualche problemino ai reni, la pressione un po’ alta ed i valori del sangue sempre un po’ ballerini, ma nel complesso io mi sento bene. Purtroppo il carico di farmaci assunti in ospedale e quelli che devo prendere quotidianamente non aiutano, ma da essi non si può scappare…

Detto ciò non posso assolutamente lamentarmi. A casa, assieme a Betta, Poulenc e la Blue, nonostante le tante restrizioni, sto decisamente bene e cerco di godere, con gratitudine, di ogni piccola cosa: preparare qualcosa di buono da mangiare, coccolare (con attenzione) i gatti, leggere, scrivere, meditare…mantengo sempre viva la mia attività politica e, adesso, pian piano vorrei riprendere quella lavorativa. Mi ci vorrà ancora qualche mese, ma non essendo più in ospedale cercherò di essere utile (vedremo come) da casa. Insomma, il motto di questo periodo è “trasformare i limiti in opportunità”. Tutte le limitazioni, infatti, che mi sono state elencate dai medici per via del trapianto cerco di trasformarle, appunto, in opportunità…ad esempio in cucina mi sono stati vietati alcuni cibi, alcuni tipi di cottura, ed alcune bevande. Allora sperimento qualche piatto nuovo o provo a cucinare le pietanze in modo diverso e la cosa mi diverte molto. Con i gatti devo prestare attenzione nel contatto e, dunque, ho cercato di trasformare il tipo di “coccole” che facevo loro prima in altro modo (mi manca molto non poter sbaciucchiare la Blue!). Non posso prendere il sole, non posso vedere molte persone, non posso stare in determinati ambienti, devo prestare attenzione a moltissime cose. Pazienza, sto imparando ad ovviare a tutto ciò utilizzando altri metodi ed in questo devo ammettere che la tecnologia è fantastica!…non è semplice, non è facile, a volte fa soffrire. È un continuo esercizio che richiede direi tanta accettazione e, sicuramente, anche inventiva, ma è assai utile! Le regole, le privazioni, le rinunce sono più che mai salutari…e poi mi ripeto spesso che questo è pur sempre un periodo limitato che terminerà. La cosa che mi importa di più in questo momento è continuare a sentirmi bene e che la bestiaccia abbia deciso definitivamente di traslocare dal mio corpo! Per quasi ormai due anni l’ho ospitata, sopportando tutte le sue lamentele, le sue richieste, i suoi alti e bassi, ma adesso che, da due mesi, è arrivato l’inquilino nuovo, non c’è più spazio per lei…

Mi fermo se no rischio, come spesso accade, di scrivere dei papiri…Buona domenica ad ognuno di voi! Grazie per la vostra costante presenza e la vostra tenace amicizia. Sentirsi circondati da così tanto affetto è una medicina meravigliosa!
In alto i cuori e viva la Vita! 
Vostro,
Sandro

SURSUM CORDA! 


Vicenza, 8 marzo 2017

50 giorni di ricovero in isolamento

9 kg persi

5 Rx al torace

1 ecoaddome

1 ecocardio

1 Rx ai seni paranasali

1 TAC ai polmoni

1 operazione ambulatoriale per rimuovere il catetere venoso centrale

15 giorni di febbre ostinata

…e tanto altro ancora…
Fortissime emozioni vissute che sicuramente mi hanno rafforzato. Giorni di speranza, di sconforto, di attesa, di gioia. Ho pianto sorrisi e sorriso lacrime nella piena consapevolezza di potercela e dovercela fare! 
Ho avuto sempre al mio fianco una squadra di medici, infermieri, operatrici, volontari, senza la quale il mio cammino sarebbe stato senz’altro più ostico. I posti li fanno le persone e non mi stancherò, quindi, mai di ripeterlo che abbiamo un reparto di Ematologia eccellente, di cui la nostra città deve andar fiera! 
L’ incondizionato Amore di mia Moglie e della mia Famiglia, l’ affetto degli Amici e di tante persone che non ho avuto ancora modo di conoscere e di ringraziare, sono state una medicina fondamentale.
Non so cosa mi riserverà il futuro, ma oggi 8 marzo 2017, giorno in cui si celebra la Donna nel mondo ed in cui l’Associazione Civica Vicenza Capoluogo (di cui mi onoro di essere Presidente) festeggia i 14 anni di impegno civico ed amministrativo, alzo le braccia al cielo perché vengo dimesso!

In alto i cuori, viva la vita e viva il mio Eroe! 
_________________
“d’un ruscelletto che quivi discende 
per la buca d’un sasso, ch’elli ha roso, 
col corso ch’elli avvolge, e poco pende.

Lo duca e io per quel cammino ascoso 
intrammo a ritornar nel chiaro mondo; 
e sanza cura aver d’alcun riposo,

salimmo sù, el primo e io secondo, 
tanto ch’i’ vidi de le cose belle 
che porta ‘l ciel, per un pertugio tondo.

E quindi uscimmo a riveder le stelle.”

(dal XXXIV Canto dell’Inferno)

26/01/2017 – 26/02/2017


Vicenza, 26 febbraio 2017

Ad un mese dal trapianto, non si può far altro che sorridere alla Vita. Le prove quotidiane da affrontare non mancano, ma fanno parte del cammino. Bisogna saperle affrontare. Bisogna saperle accettare. A volte vi è la necessità di fare silenzio, di isolarsi, per concentrarsi esclusivamente su se stessi. 
Io non ho un nulla da insegnare, anzi mi sento una persona in continuo bisogno di imparare. Mi fa già tanto piacere sapere che i miei post possano essere d’aiuto e di conforto per altre persone. 
Sento oggi la necessità di scrivere un pensiero che mi frulla nella testa da giorni. Non ho mai messo “privacy” ai miei post e ho sempre accettato le richieste di amicizia. Ma non mi consideri amico chi inneggia alla violenza e all’odio, chi vorrebbe bruciare i campi nomadi, chi gettare a mare i migranti, chi considera l’omosessualità una malattia, chi maltratta le donne e i bambini, chi vorrebbe riaprire i campi di concentramento. Possiamo avere simpatie ed antipatie. Possiamo essere più o meno tolleranti, ma da ciò ad arrivare a fare considerazioni così cariche di odio ed estremismo, per me questo è inaccettabile. E quindi non mi fa né caldo né freddo se qualcuno mi toglierà l’amicizia dopo aver letto questo post. 
Non sono certo un buonista, uno che guarda e accetta tutto passivamente, ma per quel che mi riguarda ed è nelle mie possibilità, mia sorella e mio fratello non saranno mai figli unici ai miei occhi.
Buona domenica ed in alto i cuori!
Sandro 

È TRASCORSO UN MESE


Vicenza, 19 febbraio 2017

Quando ho iniziato la narrazione della mia malattia, ho sempre ritenuto corretto farlo quando avessi avuto qualcosa di concreto da condividere. Non mi sono mai dato una scadenza temporale perché sarebbe andato contro il mio intento e perché in ogni occasione è un flusso di coscienza che si libera su un foglio virtuale. In queste settimane sono stato infatti silenzioso, perché è stato per me indispensabile raccogliere gran parte delle energie per affrontare il percorso del trapianto che, come potrete immaginare, non è una passeggiata. Mi scuso pertanto se non vi ho risposto o sono stato molto telegrafico nel farlo. Non prendetela come mancanza di rispetto o maleducazione, ma ho ricevuto e ricevo così tanti messaggi al giorno che non ci sto dietro. Vi assicuro, però, che li leggo con estremo piacere!

Sul decorso post-trapianto, per ora, le cose stanno andando secondo protocollo. Ho raggiunto un primo importante traguardo (l’attecchimento del nuovo midollo!) e ora attendo, senza alcuna fretta, di tagliare i successivi. La febbre in questi giorni è fedele compagna, ma sono coperto da antibiotici ed antifungini che la tengono a bada. È passato un mese dal ricovero, nello zaino ho ancora provviste di pazienza, tolleranza e determinazione a sufficienza e il morale è buono. 

Il percorso del trapianto è tosto e avvincente allo stesso tempo. Hai un’unica strada da intraprendere. È dunque un reale percorso di vita con delle condizioni precise: non puoi tornare indietro, non puoi scegliere la via da percorrere (ne hai solo una: quella è l’unica e l’ultima!), ci sono molti ostacoli ed imprevisti da superare, devi essere costante nel passo. Hai però dei jolly fondamentali che hanno un nome ed un volto e che appaiono qualsiasi volta tu ne abbia bisogno o ve ne sia la necessità: l’Amore e l’affetto di parenti, amici e delle tante persone che fanno il tifo per te e l’enorme umanità e professionalità di medici, infermieri, operatrici, volontari! Tutto ciò è fondamentale, nonostante il tuo miglior amico, come il tuo peggior nemico, sei te stesso.

All’inizio vieni completamente messo a nudo e quindi privato di tante cose importanti. Questo crea comprensibile preoccupazione, ma altrettanto (almeno per me finora è stato così) stimolo. Dopo una decina di giorni di cammino, trovi il tuo eroe. Le sembianze sono quelle di una sacca trasfusionale che contiene la decisiva possibilità di guarigione. Quel giorno ti fermi e ricevi tutta quella sacca d’Amore. Le sensazioni e le emozioni che provi sono uniche. Dal giorno successivo riprendi a camminare e per due/tre settimane il cammino si presenta faticoso. Hai due parole molto utili che è fondamentale ripeterti: pazienza e attesa, anche quando vorresti accelerare, arrivare al successivo traguardo il prima possibile, anticipare i tempi, ma questa non è una gara a chi arriva primo, è una cordata che ha regole ben diverse. E ci sono giornate piene di sole in cui il cammino è anche piacevole, come altre burrascose in cui ti devi necessariamente fermare e stare “sottocoperta”. Io sono praticamente arrivato alla fine di questo secondo spezzone di cammino e, da domani – credo e spero – inizierà la terza parte. Cosa mi aspetta? Non lo so e non mi interessa saperlo. Mi concentro, come ho sempre fatto, sul “qui e ora”!

Prima di salutarvi, vi lascio con queste righe di Pessoa che ho già condiviso altre volte, ma che non smetterei mai di leggere. Le dedico a tutti coloro che stanno affrontando delle grandi sfide: 

Di tutto restano tre cose:
la certezza che stiamo sempre iniziando,

la certezza che abbiamo bisogno di continuare,

la certezza che saremo interrotti prima di finire.

Pertanto, dobbiamo fare:

dell’interruzione, un nuovo cammino,

della caduta, un passo di danza,

della paura, una scala,

del sogno, un ponte,

del bisogno, un incontro.

Ho scritto moltissimo e quindi mi fermo qui anche perché ho mal di schiena ed ho bisogno di stendermi :-). Vi auguro di trascorrere una piacevolissima domenica e vi ringrazio per tutto l’affetto che sempre mi manifestate.
In alto i cuori!

Vostro,
Sandro 
P.s. Questo post lo dedico a mia Madre (in foto) che mi ha consegnato dei preziosissimi insegnamenti sul come affrontare il percorso della malattia!

#VERSOLALTO


Vicenza, 12 febbraio 2017
Ventiseiesimo giorno di ricovero. Per rinascere bisogna spogliarsi di ogni cosa: delle certezze, delle tranquillità, dei porti sicuri, delle sicurezze e delle proprie convinzioni. Le chemioterapie tolgono tutto, ma non la voglia di sorridere e di ripetere che la Vita è un Dono da difendere giorno dopo giorno e di cui dobbiamo prenderci cura con Rispetto e Amore. Della nostra Vita e della Vita di ogni essere vivente. 

Qui tutto procede secondo protocollo. L’ ascetismo terreno di queste settimane fortifica e tempra lo spirito. Avanti, quindi, con fiducia nella speranza di arrivare alla meta e di poter godere presto di una bellissima aurora. In alto i cuori!

Buona domenica ad ognuno di voi e grande Francesco Gabbani che questa mattina mi ha fatto ballare!

“se volete fare qualcosa di buono nella vita, vivete, non vivacchiate. Vivete!” (Piergiorgio Frassati)