26/01/2017 – 26/02/2017


Vicenza, 26 febbraio 2017

Ad un mese dal trapianto, non si può far altro che sorridere alla Vita. Le prove quotidiane da affrontare non mancano, ma fanno parte del cammino. Bisogna saperle affrontare. Bisogna saperle accettare. A volte vi è la necessità di fare silenzio, di isolarsi, per concentrarsi esclusivamente su se stessi. 
Io non ho un nulla da insegnare, anzi mi sento una persona in continuo bisogno di imparare. Mi fa già tanto piacere sapere che i miei post possano essere d’aiuto e di conforto per altre persone. 
Sento oggi la necessità di scrivere un pensiero che mi frulla nella testa da giorni. Non ho mai messo “privacy” ai miei post e ho sempre accettato le richieste di amicizia. Ma non mi consideri amico chi inneggia alla violenza e all’odio, chi vorrebbe bruciare i campi nomadi, chi gettare a mare i migranti, chi considera l’omosessualità una malattia, chi maltratta le donne e i bambini, chi vorrebbe riaprire i campi di concentramento. Possiamo avere simpatie ed antipatie. Possiamo essere più o meno tolleranti, ma da ciò ad arrivare a fare considerazioni così cariche di odio ed estremismo, per me questo è inaccettabile. E quindi non mi fa né caldo né freddo se qualcuno mi toglierà l’amicizia dopo aver letto questo post. 
Non sono certo un buonista, uno che guarda e accetta tutto passivamente, ma per quel che mi riguarda ed è nelle mie possibilità, mia sorella e mio fratello non saranno mai figli unici ai miei occhi.
Buona domenica ed in alto i cuori!
Sandro 

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È TRASCORSO UN MESE


Vicenza, 19 febbraio 2017

Quando ho iniziato la narrazione della mia malattia, ho sempre ritenuto corretto farlo quando avessi avuto qualcosa di concreto da condividere. Non mi sono mai dato una scadenza temporale perché sarebbe andato contro il mio intento e perché in ogni occasione è un flusso di coscienza che si libera su un foglio virtuale. In queste settimane sono stato infatti silenzioso, perché è stato per me indispensabile raccogliere gran parte delle energie per affrontare il percorso del trapianto che, come potrete immaginare, non è una passeggiata. Mi scuso pertanto se non vi ho risposto o sono stato molto telegrafico nel farlo. Non prendetela come mancanza di rispetto o maleducazione, ma ho ricevuto e ricevo così tanti messaggi al giorno che non ci sto dietro. Vi assicuro, però, che li leggo con estremo piacere!

Sul decorso post-trapianto, per ora, le cose stanno andando secondo protocollo. Ho raggiunto un primo importante traguardo (l’attecchimento del nuovo midollo!) e ora attendo, senza alcuna fretta, di tagliare i successivi. La febbre in questi giorni è fedele compagna, ma sono coperto da antibiotici ed antifungini che la tengono a bada. È passato un mese dal ricovero, nello zaino ho ancora provviste di pazienza, tolleranza e determinazione a sufficienza e il morale è buono. 

Il percorso del trapianto è tosto e avvincente allo stesso tempo. Hai un’unica strada da intraprendere. È dunque un reale percorso di vita con delle condizioni precise: non puoi tornare indietro, non puoi scegliere la via da percorrere (ne hai solo una: quella è l’unica e l’ultima!), ci sono molti ostacoli ed imprevisti da superare, devi essere costante nel passo. Hai però dei jolly fondamentali che hanno un nome ed un volto e che appaiono qualsiasi volta tu ne abbia bisogno o ve ne sia la necessità: l’Amore e l’affetto di parenti, amici e delle tante persone che fanno il tifo per te e l’enorme umanità e professionalità di medici, infermieri, operatrici, volontari! Tutto ciò è fondamentale, nonostante il tuo miglior amico, come il tuo peggior nemico, sei te stesso.

All’inizio vieni completamente messo a nudo e quindi privato di tante cose importanti. Questo crea comprensibile preoccupazione, ma altrettanto (almeno per me finora è stato così) stimolo. Dopo una decina di giorni di cammino, trovi il tuo eroe. Le sembianze sono quelle di una sacca trasfusionale che contiene la decisiva possibilità di guarigione. Quel giorno ti fermi e ricevi tutta quella sacca d’Amore. Le sensazioni e le emozioni che provi sono uniche. Dal giorno successivo riprendi a camminare e per due/tre settimane il cammino si presenta faticoso. Hai due parole molto utili che è fondamentale ripeterti: pazienza e attesa, anche quando vorresti accelerare, arrivare al successivo traguardo il prima possibile, anticipare i tempi, ma questa non è una gara a chi arriva primo, è una cordata che ha regole ben diverse. E ci sono giornate piene di sole in cui il cammino è anche piacevole, come altre burrascose in cui ti devi necessariamente fermare e stare “sottocoperta”. Io sono praticamente arrivato alla fine di questo secondo spezzone di cammino e, da domani – credo e spero – inizierà la terza parte. Cosa mi aspetta? Non lo so e non mi interessa saperlo. Mi concentro, come ho sempre fatto, sul “qui e ora”!

Prima di salutarvi, vi lascio con queste righe di Pessoa che ho già condiviso altre volte, ma che non smetterei mai di leggere. Le dedico a tutti coloro che stanno affrontando delle grandi sfide: 

Di tutto restano tre cose:
la certezza che stiamo sempre iniziando,

la certezza che abbiamo bisogno di continuare,

la certezza che saremo interrotti prima di finire.

Pertanto, dobbiamo fare:

dell’interruzione, un nuovo cammino,

della caduta, un passo di danza,

della paura, una scala,

del sogno, un ponte,

del bisogno, un incontro.

Ho scritto moltissimo e quindi mi fermo qui anche perché ho mal di schiena ed ho bisogno di stendermi :-). Vi auguro di trascorrere una piacevolissima domenica e vi ringrazio per tutto l’affetto che sempre mi manifestate.
In alto i cuori!

Vostro,
Sandro 
P.s. Questo post lo dedico a mia Madre (in foto) che mi ha consegnato dei preziosissimi insegnamenti sul come affrontare il percorso della malattia!

#VERSOLALTO


Vicenza, 12 febbraio 2017
Ventiseiesimo giorno di ricovero. Per rinascere bisogna spogliarsi di ogni cosa: delle certezze, delle tranquillità, dei porti sicuri, delle sicurezze e delle proprie convinzioni. Le chemioterapie tolgono tutto, ma non la voglia di sorridere e di ripetere che la Vita è un Dono da difendere giorno dopo giorno e di cui dobbiamo prenderci cura con Rispetto e Amore. Della nostra Vita e della Vita di ogni essere vivente. 

Qui tutto procede secondo protocollo. L’ ascetismo terreno di queste settimane fortifica e tempra lo spirito. Avanti, quindi, con fiducia nella speranza di arrivare alla meta e di poter godere presto di una bellissima aurora. In alto i cuori!

Buona domenica ad ognuno di voi e grande Francesco Gabbani che questa mattina mi ha fatto ballare!

“se volete fare qualcosa di buono nella vita, vivete, non vivacchiate. Vivete!” (Piergiorgio Frassati)

AD UNA SETTIMANA DAL TRAPIANTO

Vicenza, 2 febbraio 2017
Un nuovo breve aggiornamento sulla mia degenza al San Bortolo. Sono in una delle tre junior suite riservate ai trapiantati. Sono stanze piccole, ma confortevoli. C’è l’essenziale per stare bene. Il non poter mai uscire, l’essere chiusi h24 in una stanza, vedere pochissime persone, non è certo piacevole, ma lo considero un esercizio. Ed in questo devo dire che mi aiuta molto la spiritualità. In passato ho fatto anche brevi esperienze nei monasteri (meravigliosa quella a San Francesco del Deserto) e più di qualche volta nella mia vita ho avuto bisogno di silenzio. Mia Moglie lo sa benissimo. Spesso ci diciamo che alcuni dei nostri giorni più belli li abbiamo passati l’uno affianco all’altro in silenzio, immersi semplicemente nella serenità di una giornata al mare o di una passeggiata in montagna. Certo, tutte quelle sono state esperienze volute e, perciò, appaganti, ma anche questa attuale è molto formativa. L’eremita trapiantato affronta la sua degenza privato di molte cose e costantemente accompagnato da piccoli, grandi fastidi: febbre, mucosite severa, inappetenza, a volte astenia, e la sfida quotidiana è l’accettazione. Per provare a ritrovare il Paradiso della Vita bisogna necessariamente passare per l’inferno. Questo vale non solo per i trapiantati, ma per chiunque voglia fare un cammino di conversione e purificazione (non necessariamente connesso alla Fede). Accettare, quindi, l’inferno come “conditio sine qua non” per poi risalire pian piano verso la meta della guarigione è la prassi. Io sono solo uno dei tanti che lo sta facendo e tutte le persone trapiantate con cui si è creato un solido legame di amicizia (penso in particolar modo a Chiara e a Paola) sono sempre fonte di aiuto e di ispirazione. Ti senti in cordata, allacciato bene, e questo dà tanto conforto.  

Per ora tutto sta procedendo secondo protocollo. Ho una fastidiosa mucosite allo stomaco e in bocca, la febbre è fedele compagna, ma in generale non mi posso lamentare. A questi primi quindici giorni, nonostante tutto, do un voto positivo. Penso che dovrò stare in isolamento ancora per un paio di settimane almeno e poi, se non dovessero sopraggiungere complicazioni, potrò tornare a casa. Il carissimo Primario di ematologia passa tutti i martedì a trovarmi e l’altro giorno mi ha chiesto che cosa mi mancasse di più, anticipando poi la mia risposta perché sa che bene che mi mancano da matti i miei gatti e una bella pizza fatta in casa e mangiata in salotto (a modo nostro) con Elisabetta. Mi ripeto ancora una volta, ma le cose che mi mancano di più sono le più semplici (una passeggiata all’aria aperta, le coccole serali a Poulenc, cucinare qualche manicaretto, una serata coi “waiting”). Vi garantisco che sono queste le cose che mancano di più e che riconsideriamo fondamentali solo quando ne siamo privati, perché nella quotidianità le diamo per scontate. Mi torna spesso in mente la “Canzone di San Damiano” che vi propongo di seguito, ma che molti già conosceranno: 
“Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno, con amore ed umilta potrà costruirlo. 
Se con fede tu saprai vivere umilmente, più felice tu sarai anche senza niente. 

Se vorrai ogni giorno con il tuo sudore, una pietra dopo l’altra in alto arriverai.

Nella vita semplice troverai la strada, che la calma donerà al tuo cuore puro.

E le gioie semplici sono le più belle, sono quelle che alla fine sono le più grandi.

Dai e dai ogni giorno con il tuo sudore, una pietra dopo l’altra in alto arriverai.”

Che inno potente e meraviglioso!
In queste settimane di degenza un ruolo fondamentale lo hanno i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, i volontari: sempre un sorriso, una parola di conforto, frasi di incoraggiamento, una battuta che ti fa dimenticare di essere lì. In tutto questo devo dire che il Reparto di Ematologia è una famiglia eccezionale che amo profondamente. È difficile da spiegare, ma sono convinto che tutti coloro che sono passati per lunghe degenze o terapie in DH, mi possano perfettamente capire. A loro, dobbiamo la vita! La promessa che mi sento di fare è quella di aiutarli in futuro attraverso le testimonianze, le raccolte fondi, la sensibilizzazione alle donazioni. Penso sia davvero il minimo. Mi auguro di poterlo fare da vivo, ma sono certo che ci riuscirò in ogni caso. 
Ora vi saluto perché mi pare di avervi già detto troppo. Vi ringrazio perché sono letteralmente investito dal vostro affetto che, per me, si trasforma in grande energia. Perdonate se non riesco a rispondervi sempre, ma ho bisogno a volte di concentrarmi sulla battaglia.
Viva la Vita e in alto i cuori, sempre!

Vostro,
Sandro 

TUTTO È COMPIUTO

Vicenza, 27 gennaio 2017

Il grande passo è stato fatto! L’infusione è iniziata verso le 21 ed è terminata verso le 2 di notte! Nel mentre ho guardato la TV e ho dormito. Sono stato monitorato durante tutto il trattamento, a distanza di ogni ora, da un infermiere speciale, a cui voglio un grande bene (Grazie F.!) Io sto abbastanza bene, sempre febbricitante, ma senz’altro meglio di ieri. Adesso mi aspettano tre settimane di aplasia, in isolamento, per capire se il midollo del donatore attecchirà e farà il suo lavoro per bene! Saranno settimane toste, ma cercherò di affrontare con serenità e determinazione.

Mi sono state date, per via della privacy, poche informazioni del donatore. So che è italiano. Come scrivevo, lo considero il mio eroe. Un eroe anonimo che ha compiuto un gesto d’Amore gratuito, straordinario! Grazie Fratello mio! E una brevissima considerazione mi viene da fare proprio oggi, in occasione della Giornata della Memoria. L’ uomo è capace di straordinari gesti di umanità, di solidarietà, di fratellanza, di comunione tanto quanto è capace di provocare olocausti, stragi, massacri. Non abbiate paura di voler bene, di sentire le altre persone come fratelli e sorelle, di fare gesti di silenziosa carità, di considerare il diverso come una ricchezza e non come una minaccia. Non ci si dimostra deboli, fragili. Essere troppo buoni non è indice di debolezza. Si sbaglia, certo, si possono commettere errori anche madornali (ne ho fatti molti io in tal senso!), ma rimediabili, provando a riscattarsi. Il mondo ha bisogno di figure di luce, carismatiche, sagge e lungimiranti che sappiano creare ponti di pace, non di personaggi che alimentano insicurezze, paure ed indifferenza erigendo muri di odio. In tal senso abbiamo bisogno di figure autorevoli e non autoritarie. La storia ci ha insegnato, ahimè, che l’uomo è spesso stato più attirato e condizionato da questo secondo genere di figure. Ricordare è fondamentale, ma lo dobbiamo fare ogni giorno, attraverso gesti quotidiani di altruismo, nell’ottica di trasformare quel genere di Memoria in Speranza!.

Grazie per il vostro affetto, le vostre preghiere e la vostra vicinanza. Non riesco a rispondervi singolarmente, ma vi leggo sempre volentieri.

Avanti tutta con il cuore sempre alto!

Vostro,

Sandro

CIAO. E GRAZIE


Vicenza, 20 gennaio 2017

Siamo partiti con le terapie e questo ci separerà per sempre. Per quasi 37 anni hai garantito la mia salute, mi hai permesso di vivere una vita molto bella senza ricorrere mai alle cure mediche e/o ospedaliere, ti sei preso giorno per giorno cura di me. Sono io che non mi sono preso abbastanza cura di te. Ti ho sfruttato, maltrattato, ti ho costretto spesso a ritmi forsennati, ti ho fatto ammalare. Non sentirti in colpa, perché la responsabilità di quanto è successo è mia e del mondo in cui viviamo. Da aprile del 2015 abbiamo fatto il possibile per restare legati, ma non ci siamo riusciti. Nonostante ciò, in questi due anni tribolati, ci siamo finalmente preso cura l’uno dell’altro. Ma tutto ciò non è bastato. Per vivere sono costretto a farti morire e di questo sono estremamente dispiaciuto. Avrei voluto passare tutta la vita con te. Ci sarà qualcuno che prenderà il tuo posto. Ti chiedo, cortesemente, un ultimo grande gesto d’Amore gratuito. Lasciagli spazio, non ostacolarlo, preparagli una casa accogliente in modo tale che lui possa restare felicemente con me il più a lungo possibile. 

Ancora grazie e stai sereno, ce la metto tutta! Per me. Per noi.

Tuo,

Sandro 

A TE

Vicenza, 12 gennaio 2017

Buongiorno, o forse possiamo anche darci del tu visto quello che accadrà, quindi ciao.

Ieri in ospedale mi hanno detto che hai firmato le carte per la donazione e che, se tutti gli esami andranno bene, la settimana prossima ti ricovereranno per effettuare il prelievo del midollo osseo. Anche io sto aspettando di avere gli esiti degli ultimi esami per poter essere ricoverato la settimana prossima. Sto incrociando le dita perché in questi giorni tutto ancora potrebbe accadere, ma una cosa la voglio comunque fare ed è ringraziarti! Tu sei il mio eroe! A prescindere da come andranno le cose, Tu sei il mio eroe! Non ci conosciamo né mai ci conosceremo e se ci fossimo conosciuti, magari ti sarei stato pure sulle palle o ti avrei potuto deludere. Perché, anche se è stato coniato l’hashtag #tuttiamanosandropupillo, non sono assolutamente uno stinco di santo ed alcune persone le ho molto ferite nel corso della mia vita. Ringraziarti, dunque, mi pare riduttivo. Quel giorno in cui hai deciso di tipizzarti, sei diventato a tutti gli effetti un potenziale donatore d’Amore e di Vita.

Lo sai vero che in qualche modo tu ed io diventeremo gemelli? A dirti la verità un gemello io ce l’ho già! È una parte fondamentale della mia vita e nel corso di questa mia complessa (dis)avventura si era pure presentata, in via molto probabile, la possibilità che fosse lui a fare l’ennesimo gesto d’Amore nei miei confronti, donandomi il suo midollo. Poi sono sopraggiunte delle complicazioni e siamo dovuti ricorrere a te. È strana la vita, sorprendente, meravigliosa! Dal momento in cui effettuerò il trapianto (sempre che non sorgano complicazioni prima!), Fabio resterà il mio gemello naturale, ma non saremo più identici, come invece lo diventeremo tu ed io.

Chissà cosa ti starà passando per la testa in questi giorni! Sei preoccupato? Immagino un po’ in ansia per il prelievo! Vorrei sperare, ma ne sono abbastanza certo, che tu sia anche felice. Mi stai dando la possibilità di sperare ancora nella guarigione. Senza il tuo regalo io sarei un uomo morto che cammina in attesa di essere giustiziato dalla leucemia. Ed, invece, nonostante tutti i rischi e le problematiche che potranno insorgere, tu mi regali una importantissima chance. Vorrei che entrassi nel mio cuore per farti conoscere i sentimenti di inimmaginabile gratitudine che provo per te….

Ma, in fondo, chi te lo fa fare? Hai la tua vita, magari sei pure padre di famiglia, hai molte incombenze al lavoro, conduci un’esistenza che ti dà tante soddisfazioni, ma che ti chiede molta responsabilità. Che te ne importa di aiutare una persona che nemmeno conosci? Eppure hai deciso di farlo. Di fermarti. Di prenderti qualche giorno per essere ricoverato e per fare l’intervento. Certo, è un intervento tutto sommato semplice, ma è pur sempre in anestesia generale. E lo stai facendo per me che, ripeto, sono un perfetto sconosciuto…ti ammiro moltissimo. Vorrei sapere tutto di te, conoscerti, poterti parlare ed abbracciare. Vorrei sedermi accanto al tuo letto quando ti risveglierai dall’anestesia generale e dirti il mio più riconoscente grazie anche se non sarebbe mai abbastanza! Anche per te lotterò fino in fondo, perché il tuo dono diventi ancora più ricco e prezioso!

Con Davide, un mio caro amico affetto da anemia aplastica in via di grande miglioramento per fortuna, ormai quasi un anno fa, abbiamo creato una piccola, ma significativa campagna di sensibilizzazione e, scherzandoci su, l’abbiamo chiamata #aiutaunosmidollato. Tu lo smidollato lo stai aiutando e per questo te ne sarò per sempre grato. E vorrei che sapessi che quella gratitudine non è solo mia, ma è anche di mia moglie, dei miei gatti, di tutti i miei familiari, dei miei amici e delle tante persone che si sono affezionate a me e alla mia storia. Questo dono crea una rete! Una rete di speranza, di fiducia, di bellezza perché te ne stai probabilmente rendendo conto anche tu di quanto oggi ci stiamo rinchiudendo nelle nostre paure, nei nostri egoismi, nelle nostre fisime, nelle nostre debolezze e di questo, molto spesso, siamo vittime innocenti. Tu invece, come tante altre persone che donano, sei un esempio vivente che un altro mondo davvero è possibile e che questi atti d’Amore non rimangono solamente un indistruttibile ponte che si crea tra chi dona e chi riceve, ma sono una pista di decollo per tanti altri gesti di altruismo, di condivisione, di solidarietà, di unione, di fratellanza!

Ripeto, mi duole davvero molto non poterti conoscere. Mi piacerebbe ripagare il tuo straordinario gesto ogni giorno, per tutti i giorni.

Ti ringrazio dal profondo del mio cuore, con tanto Amore!

Tuo,

Sandro
P.s. Guarda questo video. Me lo ha mandato una persona a cui voglio moltissimo bene per augurarmi buon anno nuovo!

BUON NATALE! 


Vicenza, 24 dicembre 2016

Io lo passerò in famiglia, tra i miei cari, e ne sono felicissimo: non c’è regalo più bello che potessi ricevere! E per questo motivo un ringraziamento dal profondo del mio cuore lo voglio fare ai donatori, ai dottori (al dott. Di Bona, in particolare) e alle dottoresse, alle infermiere e agli infermieri, alle assistenti sanitarie e alle volontarie e ai volontari della degenza e del day hospital del reparto di ematologia che, grazie alle terapie ed alle cure amorevoli ed efficaci di questi mesi, mi permettono di festeggiare il Natale a casa, guardando al futuro ancora con speranza e fiducia. Quanta bella umanità si respira tra i corridoi e nelle stanze di quei reparti: sempre un sorriso, una parola di conforto, uno sguardo d’intesa, un buffetto di incoraggiamento…tutti piccoli, ma grandi gesti che rendono più lieve il nostro cammino.

Vorrei scrivere alcune personali riflessioni e fare anche delle considerazioni, ma ho paura di sconfinare nella retorica, soprattutto nel periodo natalizio. Una cosa, però, mi urla dentro da tempo ed ha un nome, un volto, una storia: Aleppo!
In questo spartito natalizio che vorremmo essere composto di sola serenità, gioia, attesa, lei appare stridere, ma la verità è che siamo noi a stonare terribilmente. Le tante immagini che abbiamo visto, le tante storie che abbiamo letto, le tante notizie che abbiamo appreso non possono lasciarci indifferenti. Ed invece ci mostriamo impotenti ed imperturbabili. Gli Erodi attuali hanno potuto perpetrare senza grandi difficoltà una cruentissima strage degli innocenti. Mi auguro che stanotte Maria dia alla luce suo Figlio proprio in quella martoriata città.

Chiudo augurandovi davvero buone feste carissime amiche e carissimi amici: che possiate trovare sotto l’albero tanti sogni e tante speranze da realizzare già nell’anno nuovo! Tra qualche giorno farò un post di aggiornamento sulla malattia.
Un abbraccio.
Vostro,
Sandro

RICERCA È SPERANZA!

Vicenza, 7 dicembre 2016
 
I miei meravigliosi gatti Poulenc e Blue, vi chiedono di aquistare la Stella di Natale dell’AIL: in tutte le piazze d’Italia, da domani a domenica 11 dicembre, con un contributo minimo di euro 12,00 che servirà a:
 
– sostenere la Ricerca;
– potenziare il servizio di Assistenza Domiciliare;
– realizzare e sostenere le Case alloggio;
– supportare i Centri di Ematologia e Trapianto di cellule staminali;
– promuovere la formazione e l’aggiornamento professionale di medici, biologi, infermieri e tecnici di laboratorio;
 
E’ un anno e mezzo che sono malato di leucemia. Sono alla terza recidiva, in attesa di trapianto. Il mio percorso è stato un continuo sali e scendi, ma proprio grazie all’eccellenza del Reparto di Ematologia di Vicenza, al continuo miglioramento delle terapie e dei farmaci usati, all’ aggiornamento costante di medici, biologi, infermieri e tecnici di laboratori, posso guardare al futuro ancora con speranza!
 
Dunque è più che mai necessario supportare la ricerca. Lo sto provando sulla mia pelle. Qualche anno fa, probabilmente, sarei già morto. Oggi invece, grazie alle nuove sperimentazioni ed a nuovi protocolli, sono ancora qui a combattere.
 
La Stella di Natale è un fiore che mette allegria, che abbellisce il Natale e che può abbellire la vita di chi oggi lotta contro queste brutte malattie. Malattie che purtroppo spesso colpiscono i bambini e non c’è cosa più ingiusta di questa (mando, a tal proposito, un abbraccio speciale ad una coppia di amici ed alla loro figlia, con la certezza della guarigione!)
 
A Vicenza trovate i banchetti vicino a piazza Castello (davanti a Panarotto sport), in piazza Matteotti, nell’atrio dell’ Ospedale e fuori da molte Chiese in occasione delle Messe festive.
 
A Natale la Stella che acquisterai a favore della ricerca, per noi vorrà dire speranza: guarire da queste malattie è sempre più possibile, grazie anche a questi meravigliosi gesti di solidarietà!
 
#ail #avill #leucemie #linfomi #mieloma #aiutaunosmidollato
 

FUCK THE BLASTS 


Vicenza, 23 novembre 2016

Fuck the blasts, frase che mi ha scritto qualche tempo fa mio zio Andrea, è diventato il mio motto. Ed oggi la buona notizia è arrivata! Il farmaco che il dott. Di Bona (a cui devo eterna gratitudine qualsiasi cosa accadrà!) ha deciso di somministrarmi nelle settimane passate sta dando risultati importanti! 

L’esame dell’agoaspirato (vedi foto), infatti, ha mostrato che non sono più visibili blasti/cellule malate (adesso dovremo aspettare l’esame al microscopio per capire se resta qualche attività a livello molecolare), e quindi la situazione è decisamente migliorata. Dopo qualche mese di cattive notizie e la preoccupazione che la leucemia, riacutizzatasi ad agosto, non mi lasciasse tregua, ho accolto la notizia con timidissima gioia perché, in questo anno e mezzo di malattia, sono stati tanti i sali e scendi e quindi ho imparato a contenere l’entusiasmo, sebbene la notizia di oggi sia decisamente positiva ed è arrivata ieri nel giorno di Santa Cecilia, patrona della Musica, che rappresenta parte fondamentale della mia vita ed il cui nome è stato dato da Fabio e Silvia alla mia prima adorata nipote che amo tantissimo! 
Contenere l’entusiasmo, contenere l’entusiasmo, contenere l’entusiasmo, scrivevo…chi ha una grave patologia o vive situazioni di sofferenza, di angoscia, di dolore credo capisca perfettamente cosa intendo dire: è una forma di rispetto verso la gioia che c’è, ma che hai quasi timore ad esternare. È un inchino timoroso alla felicità che c’è, ma che sai potrebbe svanire nuovamente. È un inno alla vita che resta, comunque, a braccetto con la morte! Sono convinto di quanto scrivevo qualche tempo fa: “le gioie semplici sono le più belle” e stamattina me le hanno trasmesse Elisabetta, Fabio e Papà che, assieme a me, stanno combattendo con grande tenacia e Amore e che, senza i quali, lo confesso, forse in qualche occasione mi sarei più lasciato andare…
Resta il problema di avere un midollo ai minimi termini (e quindi incapace di produrre soprattuto globuli bianchi e piastrine). Da agosto ad oggi avrò fatto circa un centinaio di trasfusioni di piastrine e una dozzina di sangue, vivendo più tempo in ospedale che a casa. Ringrazio nuovamente dal profondo del cuore chi dona perché senza di loro non sarei qui a scrivere. Oggi è il quinto giorno consecutivo che non faccio trasfusioni ed è da una decina di giorni che sono a casa: gioia pura!!!
Lunedì prossimo inizierò un’altra cura che potrebbe aiutare il midollo a ristabilizzarsi un altro po’ per portarmi al trapianto in condizioni ancora più favorevoli! La battaglia resta sempre durissima, poiché anche una semplice influenza potrebbe risultare fatale, ma le notizie di oggi mi danno un’ ulteriore carica!!! 

A chi, come me, sta combattendo battaglie così complesse e logoranti, siano esse legate alla salute, a rapporti personali o di lavoro, a fragili condizioni psicologiche, dico: MAI MOLLARE! 
Avanti tutta, quindi, e grazie per il vostro affetto che mi dà un’ulteriore determinante spinta emotiva ed energetica.
Un abbraccio,

Vostro,
Sandro