TUTTO È COMPIUTO

Vicenza, 27 gennaio 2017

Il grande passo è stato fatto! L’infusione è iniziata verso le 21 ed è terminata verso le 2 di notte! Nel mentre ho guardato la TV e ho dormito. Sono stato monitorato durante tutto il trattamento, a distanza di ogni ora, da un infermiere speciale, a cui voglio un grande bene (Grazie F.!) Io sto abbastanza bene, sempre febbricitante, ma senz’altro meglio di ieri. Adesso mi aspettano tre settimane di aplasia, in isolamento, per capire se il midollo del donatore attecchirà e farà il suo lavoro per bene! Saranno settimane toste, ma cercherò di affrontare con serenità e determinazione.

Mi sono state date, per via della privacy, poche informazioni del donatore. So che è italiano. Come scrivevo, lo considero il mio eroe. Un eroe anonimo che ha compiuto un gesto d’Amore gratuito, straordinario! Grazie Fratello mio! E una brevissima considerazione mi viene da fare proprio oggi, in occasione della Giornata della Memoria. L’ uomo è capace di straordinari gesti di umanità, di solidarietà, di fratellanza, di comunione tanto quanto è capace di provocare olocausti, stragi, massacri. Non abbiate paura di voler bene, di sentire le altre persone come fratelli e sorelle, di fare gesti di silenziosa carità, di considerare il diverso come una ricchezza e non come una minaccia. Non ci si dimostra deboli, fragili. Essere troppo buoni non è indice di debolezza. Si sbaglia, certo, si possono commettere errori anche madornali (ne ho fatti molti io in tal senso!), ma rimediabili, provando a riscattarsi. Il mondo ha bisogno di figure di luce, carismatiche, sagge e lungimiranti che sappiano creare ponti di pace, non di personaggi che alimentano insicurezze, paure ed indifferenza erigendo muri di odio. In tal senso abbiamo bisogno di figure autorevoli e non autoritarie. La storia ci ha insegnato, ahimè, che l’uomo è spesso stato più attirato e condizionato da questo secondo genere di figure. Ricordare è fondamentale, ma lo dobbiamo fare ogni giorno, attraverso gesti quotidiani di altruismo, nell’ottica di trasformare quel genere di Memoria in Speranza!.

Grazie per il vostro affetto, le vostre preghiere e la vostra vicinanza. Non riesco a rispondervi singolarmente, ma vi leggo sempre volentieri.

Avanti tutta con il cuore sempre alto!

Vostro,

Sandro

CIAO. E GRAZIE


Vicenza, 20 gennaio 2017

Siamo partiti con le terapie e questo ci separerà per sempre. Per quasi 37 anni hai garantito la mia salute, mi hai permesso di vivere una vita molto bella senza ricorrere mai alle cure mediche e/o ospedaliere, ti sei preso giorno per giorno cura di me. Sono io che non mi sono preso abbastanza cura di te. Ti ho sfruttato, maltrattato, ti ho costretto spesso a ritmi forsennati, ti ho fatto ammalare. Non sentirti in colpa, perché la responsabilità di quanto è successo è mia e del mondo in cui viviamo. Da aprile del 2015 abbiamo fatto il possibile per restare legati, ma non ci siamo riusciti. Nonostante ciò, in questi due anni tribolati, ci siamo finalmente preso cura l’uno dell’altro. Ma tutto ciò non è bastato. Per vivere sono costretto a farti morire e di questo sono estremamente dispiaciuto. Avrei voluto passare tutta la vita con te. Ci sarà qualcuno che prenderà il tuo posto. Ti chiedo, cortesemente, un ultimo grande gesto d’Amore gratuito. Lasciagli spazio, non ostacolarlo, preparagli una casa accogliente in modo tale che lui possa restare felicemente con me il più a lungo possibile. 

Ancora grazie e stai sereno, ce la metto tutta! Per me. Per noi.

Tuo,

Sandro 

A TE

Vicenza, 12 gennaio 2017

Buongiorno, o forse possiamo anche darci del tu visto quello che accadrà, quindi ciao.

Ieri in ospedale mi hanno detto che hai firmato le carte per la donazione e che, se tutti gli esami andranno bene, la settimana prossima ti ricovereranno per effettuare il prelievo del midollo osseo. Anche io sto aspettando di avere gli esiti degli ultimi esami per poter essere ricoverato la settimana prossima. Sto incrociando le dita perché in questi giorni tutto ancora potrebbe accadere, ma una cosa la voglio comunque fare ed è ringraziarti! Tu sei il mio eroe! A prescindere da come andranno le cose, Tu sei il mio eroe! Non ci conosciamo né mai ci conosceremo e se ci fossimo conosciuti, magari ti sarei stato pure sulle palle o ti avrei potuto deludere. Perché, anche se è stato coniato l’hashtag #tuttiamanosandropupillo, non sono assolutamente uno stinco di santo ed alcune persone le ho molto ferite nel corso della mia vita. Ringraziarti, dunque, mi pare riduttivo. Quel giorno in cui hai deciso di tipizzarti, sei diventato a tutti gli effetti un potenziale donatore d’Amore e di Vita.

Lo sai vero che in qualche modo tu ed io diventeremo gemelli? A dirti la verità un gemello io ce l’ho già! È una parte fondamentale della mia vita e nel corso di questa mia complessa (dis)avventura si era pure presentata, in via molto probabile, la possibilità che fosse lui a fare l’ennesimo gesto d’Amore nei miei confronti, donandomi il suo midollo. Poi sono sopraggiunte delle complicazioni e siamo dovuti ricorrere a te. È strana la vita, sorprendente, meravigliosa! Dal momento in cui effettuerò il trapianto (sempre che non sorgano complicazioni prima!), Fabio resterà il mio gemello naturale, ma non saremo più identici, come invece lo diventeremo tu ed io.

Chissà cosa ti starà passando per la testa in questi giorni! Sei preoccupato? Immagino un po’ in ansia per il prelievo! Vorrei sperare, ma ne sono abbastanza certo, che tu sia anche felice. Mi stai dando la possibilità di sperare ancora nella guarigione. Senza il tuo regalo io sarei un uomo morto che cammina in attesa di essere giustiziato dalla leucemia. Ed, invece, nonostante tutti i rischi e le problematiche che potranno insorgere, tu mi regali una importantissima chance. Vorrei che entrassi nel mio cuore per farti conoscere i sentimenti di inimmaginabile gratitudine che provo per te….

Ma, in fondo, chi te lo fa fare? Hai la tua vita, magari sei pure padre di famiglia, hai molte incombenze al lavoro, conduci un’esistenza che ti dà tante soddisfazioni, ma che ti chiede molta responsabilità. Che te ne importa di aiutare una persona che nemmeno conosci? Eppure hai deciso di farlo. Di fermarti. Di prenderti qualche giorno per essere ricoverato e per fare l’intervento. Certo, è un intervento tutto sommato semplice, ma è pur sempre in anestesia generale. E lo stai facendo per me che, ripeto, sono un perfetto sconosciuto…ti ammiro moltissimo. Vorrei sapere tutto di te, conoscerti, poterti parlare ed abbracciare. Vorrei sedermi accanto al tuo letto quando ti risveglierai dall’anestesia generale e dirti il mio più riconoscente grazie anche se non sarebbe mai abbastanza! Anche per te lotterò fino in fondo, perché il tuo dono diventi ancora più ricco e prezioso!

Con Davide, un mio caro amico affetto da anemia aplastica in via di grande miglioramento per fortuna, ormai quasi un anno fa, abbiamo creato una piccola, ma significativa campagna di sensibilizzazione e, scherzandoci su, l’abbiamo chiamata #aiutaunosmidollato. Tu lo smidollato lo stai aiutando e per questo te ne sarò per sempre grato. E vorrei che sapessi che quella gratitudine non è solo mia, ma è anche di mia moglie, dei miei gatti, di tutti i miei familiari, dei miei amici e delle tante persone che si sono affezionate a me e alla mia storia. Questo dono crea una rete! Una rete di speranza, di fiducia, di bellezza perché te ne stai probabilmente rendendo conto anche tu di quanto oggi ci stiamo rinchiudendo nelle nostre paure, nei nostri egoismi, nelle nostre fisime, nelle nostre debolezze e di questo, molto spesso, siamo vittime innocenti. Tu invece, come tante altre persone che donano, sei un esempio vivente che un altro mondo davvero è possibile e che questi atti d’Amore non rimangono solamente un indistruttibile ponte che si crea tra chi dona e chi riceve, ma sono una pista di decollo per tanti altri gesti di altruismo, di condivisione, di solidarietà, di unione, di fratellanza!

Ripeto, mi duole davvero molto non poterti conoscere. Mi piacerebbe ripagare il tuo straordinario gesto ogni giorno, per tutti i giorni.

Ti ringrazio dal profondo del mio cuore, con tanto Amore!

Tuo,

Sandro
P.s. Guarda questo video. Me lo ha mandato una persona a cui voglio moltissimo bene per augurarmi buon anno nuovo!

BUON NATALE! 


Vicenza, 24 dicembre 2016

Io lo passerò in famiglia, tra i miei cari, e ne sono felicissimo: non c’è regalo più bello che potessi ricevere! E per questo motivo un ringraziamento dal profondo del mio cuore lo voglio fare ai donatori, ai dottori (al dott. Di Bona, in particolare) e alle dottoresse, alle infermiere e agli infermieri, alle assistenti sanitarie e alle volontarie e ai volontari della degenza e del day hospital del reparto di ematologia che, grazie alle terapie ed alle cure amorevoli ed efficaci di questi mesi, mi permettono di festeggiare il Natale a casa, guardando al futuro ancora con speranza e fiducia. Quanta bella umanità si respira tra i corridoi e nelle stanze di quei reparti: sempre un sorriso, una parola di conforto, uno sguardo d’intesa, un buffetto di incoraggiamento…tutti piccoli, ma grandi gesti che rendono più lieve il nostro cammino.

Vorrei scrivere alcune personali riflessioni e fare anche delle considerazioni, ma ho paura di sconfinare nella retorica, soprattutto nel periodo natalizio. Una cosa, però, mi urla dentro da tempo ed ha un nome, un volto, una storia: Aleppo!
In questo spartito natalizio che vorremmo essere composto di sola serenità, gioia, attesa, lei appare stridere, ma la verità è che siamo noi a stonare terribilmente. Le tante immagini che abbiamo visto, le tante storie che abbiamo letto, le tante notizie che abbiamo appreso non possono lasciarci indifferenti. Ed invece ci mostriamo impotenti ed imperturbabili. Gli Erodi attuali hanno potuto perpetrare senza grandi difficoltà una cruentissima strage degli innocenti. Mi auguro che stanotte Maria dia alla luce suo Figlio proprio in quella martoriata città.

Chiudo augurandovi davvero buone feste carissime amiche e carissimi amici: che possiate trovare sotto l’albero tanti sogni e tante speranze da realizzare già nell’anno nuovo! Tra qualche giorno farò un post di aggiornamento sulla malattia.
Un abbraccio.
Vostro,
Sandro

RICERCA È SPERANZA!

Vicenza, 7 dicembre 2016
 
I miei meravigliosi gatti Poulenc e Blue, vi chiedono di aquistare la Stella di Natale dell’AIL: in tutte le piazze d’Italia, da domani a domenica 11 dicembre, con un contributo minimo di euro 12,00 che servirà a:
 
– sostenere la Ricerca;
– potenziare il servizio di Assistenza Domiciliare;
– realizzare e sostenere le Case alloggio;
– supportare i Centri di Ematologia e Trapianto di cellule staminali;
– promuovere la formazione e l’aggiornamento professionale di medici, biologi, infermieri e tecnici di laboratorio;
 
E’ un anno e mezzo che sono malato di leucemia. Sono alla terza recidiva, in attesa di trapianto. Il mio percorso è stato un continuo sali e scendi, ma proprio grazie all’eccellenza del Reparto di Ematologia di Vicenza, al continuo miglioramento delle terapie e dei farmaci usati, all’ aggiornamento costante di medici, biologi, infermieri e tecnici di laboratori, posso guardare al futuro ancora con speranza!
 
Dunque è più che mai necessario supportare la ricerca. Lo sto provando sulla mia pelle. Qualche anno fa, probabilmente, sarei già morto. Oggi invece, grazie alle nuove sperimentazioni ed a nuovi protocolli, sono ancora qui a combattere.
 
La Stella di Natale è un fiore che mette allegria, che abbellisce il Natale e che può abbellire la vita di chi oggi lotta contro queste brutte malattie. Malattie che purtroppo spesso colpiscono i bambini e non c’è cosa più ingiusta di questa (mando, a tal proposito, un abbraccio speciale ad una coppia di amici ed alla loro figlia, con la certezza della guarigione!)
 
A Vicenza trovate i banchetti vicino a piazza Castello (davanti a Panarotto sport), in piazza Matteotti, nell’atrio dell’ Ospedale e fuori da molte Chiese in occasione delle Messe festive.
 
A Natale la Stella che acquisterai a favore della ricerca, per noi vorrà dire speranza: guarire da queste malattie è sempre più possibile, grazie anche a questi meravigliosi gesti di solidarietà!
 
#ail #avill #leucemie #linfomi #mieloma #aiutaunosmidollato
 

FUCK THE BLASTS 


Vicenza, 23 novembre 2016

Fuck the blasts, frase che mi ha scritto qualche tempo fa mio zio Andrea, è diventato il mio motto. Ed oggi la buona notizia è arrivata! Il farmaco che il dott. Di Bona (a cui devo eterna gratitudine qualsiasi cosa accadrà!) ha deciso di somministrarmi nelle settimane passate sta dando risultati importanti! 

L’esame dell’agoaspirato (vedi foto), infatti, ha mostrato che non sono più visibili blasti/cellule malate (adesso dovremo aspettare l’esame al microscopio per capire se resta qualche attività a livello molecolare), e quindi la situazione è decisamente migliorata. Dopo qualche mese di cattive notizie e la preoccupazione che la leucemia, riacutizzatasi ad agosto, non mi lasciasse tregua, ho accolto la notizia con timidissima gioia perché, in questo anno e mezzo di malattia, sono stati tanti i sali e scendi e quindi ho imparato a contenere l’entusiasmo, sebbene la notizia di oggi sia decisamente positiva ed è arrivata ieri nel giorno di Santa Cecilia, patrona della Musica, che rappresenta parte fondamentale della mia vita ed il cui nome è stato dato da Fabio e Silvia alla mia prima adorata nipote che amo tantissimo! 
Contenere l’entusiasmo, contenere l’entusiasmo, contenere l’entusiasmo, scrivevo…chi ha una grave patologia o vive situazioni di sofferenza, di angoscia, di dolore credo capisca perfettamente cosa intendo dire: è una forma di rispetto verso la gioia che c’è, ma che hai quasi timore ad esternare. È un inchino timoroso alla felicità che c’è, ma che sai potrebbe svanire nuovamente. È un inno alla vita che resta, comunque, a braccetto con la morte! Sono convinto di quanto scrivevo qualche tempo fa: “le gioie semplici sono le più belle” e stamattina me le hanno trasmesse Elisabetta, Fabio e Papà che, assieme a me, stanno combattendo con grande tenacia e Amore e che, senza i quali, lo confesso, forse in qualche occasione mi sarei più lasciato andare…
Resta il problema di avere un midollo ai minimi termini (e quindi incapace di produrre soprattuto globuli bianchi e piastrine). Da agosto ad oggi avrò fatto circa un centinaio di trasfusioni di piastrine e una dozzina di sangue, vivendo più tempo in ospedale che a casa. Ringrazio nuovamente dal profondo del cuore chi dona perché senza di loro non sarei qui a scrivere. Oggi è il quinto giorno consecutivo che non faccio trasfusioni ed è da una decina di giorni che sono a casa: gioia pura!!!
Lunedì prossimo inizierò un’altra cura che potrebbe aiutare il midollo a ristabilizzarsi un altro po’ per portarmi al trapianto in condizioni ancora più favorevoli! La battaglia resta sempre durissima, poiché anche una semplice influenza potrebbe risultare fatale, ma le notizie di oggi mi danno un’ ulteriore carica!!! 

A chi, come me, sta combattendo battaglie così complesse e logoranti, siano esse legate alla salute, a rapporti personali o di lavoro, a fragili condizioni psicologiche, dico: MAI MOLLARE! 
Avanti tutta, quindi, e grazie per il vostro affetto che mi dà un’ulteriore determinante spinta emotiva ed energetica.
Un abbraccio,

Vostro,
Sandro  

DALLE ZUCCHE AI SANTI!


Vicenza, 1 novembre 2016

Buona festa di Ognissanti a tutti!

Qui siamo partiti con la seconda infusione di questo farmaco, proveniente dal Giappone, che sta dando incoraggianti risultati. Dopo la prima, dall’esame dell’ agoaspirato, è emerso un numero inferiore di blasti (cellule malate) e questo fa ben sperare, nonostante la mia displasia midollare sia assai severa!!!
Mi accompagnano sempre l’Amore e la Bellezza che, sono certo, ci salveranno se le sapremo custodire con saggezza. Io non ci sono sempre riuscito purtroppo!
Ricerchiamole in ogni cosa, in ogni persona, in ogni nostra azione, nel mondo in generale…non rabbuiamoci, non diventiamo aridi, non facciamoci ammaliare da falsi idoli! 

Nel “Simposio” il grande Platone dice: ““La giusta maniera di procedere da sé o di essere condotti da un altro nelle cose d’amore è questa: prendendo le mosse dalle cose belle di quaggiù, al fine di raggiungere il Bello, salire sempre di più, come procedendo per gradi, da un solo corpo bello a due, e da due a tutti i corpi belli, e da tutti i corpi belli alle belle attività umane, e da queste alle belle conoscenze, e dalle conoscenze procedere fino a che non si pervenga a quella conoscenza che è conoscenza di null’altro se non del Bello stesso, e così, giungendo al termine, conoscere ciò che è bello in sé”. 

Avanti tutta, quindi, come sempre e più di sempre verso il Bello! 
Un abbraccio.
Vostro,
Sandro

C’È UN TEMPO PER…


Vicenza, 18 ottobre 2016

Carissimi tutti

sono nuovamente ricoverato da ieri al San Bortolo, ma faccio un piccolo passo indietro. Venerdì sono stato a Bologna (grazie ad un appuntamento che mi ha fatto avere il dott. Di Bona) per un consulto ematologico. Ho incontrato assieme a mia moglie e a mio fratello (in foto!) il prof. Giovanni Martinelli con cui ho avuto una piacevolissima conversazione. Al Sant’Orsola hanno dei farmaci molto innovativi per le leucemie e, quindi, mi hanno fatto una visita e vari prelievi per capire se vi sia un protocollo che possa fare al caso mio…entro una decina di giorni dovremmo avere una risposta, spero positiva! Ieri, intanto, ho iniziato la cura con un nuovo farmaco arrivato dal Giappone. Si tratta di un anticorpo monoclonale che ha la funzione di uccidere le cellule malate. Speriamo faccia il suo dovere 🙂 alla sera mi è venuta febbre alta, che può essere stata provocata proprio dal farmaco. Oggi sto meglio e per ora non è ricomparsa la febbre. Per precauzione, avendo le difese molto basse, mi hanno messo in terapia degli antibiotici. 
Il mio midollo è una ciofeca! Sono proprio uno smidollato: trasfusioni ogni due/tre giorni, i globuli bianchi sempre sotto i tacchi e le cellule malate ancora tante! 

Mi sento molto sereno, nonostante tutto. Sto combattendo con grande tenacia e determinazione perché voglio guarire! Sono ben consapevole, come ho scritto in altri post, di star affrontando tutte terapie salvavita. Ah, mi raccomando, se dovessi morire non scrivete frasi di taglio giornalistico del tipo: “ha perso la sua battaglia”, “è stato sconfitto dalla leucemia”, “si è arreso ad un male incurabile”…e lo dico sorridendo! Non mi ci riconoscerei! Credo, infatti, che moltissime persone che sono passate oltre, non siano state sconfitte. Siamo tutti esseri finiti e per cause naturali o accidentali ognuno di noi è destinato a morire. Se penso a mia Madre non posso assolutamente dire che si è arresa: ha combattuto con tutte le sue forze e ci ha consegnato una grandissima lezione di umanità e di Amore! Quante persone potrebbero dire altrettanto di parenti e amici? Sono certo moltissime! Ed è questo che resta indelebile nel nostro cuore! Non la morte, che in alcuni casi è sorella, ma la vita vissuta in pienezza, nonostante tutte le piccole e grandi difficoltà che si incontrano! (Vita è l’unica parola a non avere un contrario).

Scrivevo sopra che mi sento molto sereno e gran parte della serenità la devo ai medici e agli infermieri di questo straordinario reparto che hanno delle doti professionali e umane rare! Se penso a quanto sta facendo il dott. Di Bona per me…davvero ne resto ogni volta assai commosso!
Non so quanto starò ricoverato al San Bortolo, ma spero di poter tornare a casa in una decina di giorni! Elisabetta e i nostri gatti mi mancano, ovviamente, moltissimo come mi manca tutta la quotidianità domestica. C’è un brano del Qoelet meraviglioso che dice: 

“Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.

C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato.

Un tempo per uccidere e un tempo per curare, un tempo per demolire e un tempo per costruire.

Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per fare lutto e un tempo per danzare.

Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.

Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per conservare e un tempo per buttar via.

Un tempo per strappare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare.

Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace.”

Allora penso alla preziosità del tempo e a quanto sia importante saper attendere con pazienza. Il “tutto e subito” è uno slogan che ormai è entrato nelle nostre coscienze e che non ci permette di vivere con serenità. Non c’è tempo di attendere, c’è subito urgenza di ottenere risultati. E se non si ottengono subito allora ci si scoraggia, ci si crede inadeguati o impreparati. Non lasciamoci ingannare da questi totem fasulli, ma riscopriamo il piacere e la bellezza dell’attesa, del meditare, del camminare col proprio passo, del gustare ogni cosa con il nostro ritmo…

In conclusione, come sempre, vi abbraccio forte ringraziandovi per tutto l’affetto che mi donate e scusate se non riesco a rispondere a tutti.

Vostro,

Sandro

DIMESSO! 


Vicenza, 20 settembre 2016
Dopo cinquanta giorni di ricovero, oggi sono stato dimesso. Proseguirò le cure in Day Hospital tutti i giorni, ma essere a casa per buona parte della giornata è tutta un’altra Musica! 
Ringrazio tutto il reparto di ematologia: volontari, assistenti sanitari, infermieri e medici che in queste sette settimane sono stati straordinari!

LA VITA È UN DONO NON UN DIRITTO!


Vicenza, 9 settembre 2016
È più di un mese che sono ricoverato al San Bortolo. Mi sento bene fisicamente, ma le cose non stanno andando come si sperava. L’agoaspirato midollare ha dato ancora segno visibile della presenza di malattia. Ieri hanno iniziato con una terapia sperimentale per cercare di riportare il livello della malattia ai minimi termini per poter, poi, effettuare il sospirato trapianto. Sebbene la notizia sia stata tosta, l’ umore è alto e la determinazione è tanta. Nei giorni scorsi il dott. Di Bona, il dott. Ruggeri e la dott.ssa Tisi mi hanno illustrato questo nuovo protocollo che, si spera, possa dare i risultati sperati. Nonostante la situazione sia complessa, c’è ancora grande fiducia. Io non mollo di un millimetro dato che sono sempre stato un combattivo di natura!

Passo le mie giornate, qui in ospedale, gustando di tutto ciò che mi fa star bene: leggere, ascoltare musica, fare quattro chiacchiere, doparmi di iPad…Ho chiesto ai medici di concedermi, se possibile, di tornare un po’ a casa quando ci saranno le condizioni. Anche per solo un giorno. Questo perché ho tanto desidero di ricaricare le pile passando un po’ di tempo con mia Moglie, i miei gatti, mangiando una pizza e dormendo nel mio letto!

Dicevo che resto molto sereno e determinato sia perché lo sono di natura sia perché ho ancora tanta energia e tanta forza. Voglio giocarmi tutte le carte possibili anche se ho detto ai medici, che con grandissima umanità e professionalità si stanno prodigando per venirne fuori e a cui va la mia eterna gratitudine, che non voglio un eccessivo accanimento terapeutico se le cose non dovessero andare bene. Questo perché la vita è un dono, non un diritto. In questo momento voglio quindi concentrarmi su essa avendone ancora più rispetto e amore, godendo al massimo del “qui e ora” ed impegnandomi al massimo per onorarla.

Scrivo questo post anche perché ci tengo a dire quanto segue. In questi 17 mesi di malattia ho deciso di raccontarmi. L’ho fatto perché è una cosa che ho sentito spontanea di fare subito dopo essermi ammalato perché ho capito, mese dopo mese, che ciò potesse fare bene a me e aiutare altre persone. Si è creato un circolo virtuoso che mi ha aiutato e mi aiuta moltissimo e che sento ha prodotto splendide relazioni. Non sentirsi soli è importantissimo e tutti i messaggi, le preghiere, i pensieri che mi dedicate ogni giorno sono energia vitale preziosissima. La cosa, però, che vorrei fosse chiara è che io sono una persona come tante altre. Con pregi e difetti. Non sono assolutamente una persona straordinaria come in molti mi dipingete. Sono un uomo che ha commesso tanti errori nella propria vita, che non è sempre stato in grado di onorare gli impegni presi, che ha fatto tante cazzate, con un carattere impegnativo (mia Moglie si starà facendo una risata adesso!!!). Ma ho sempre creduto e dato grandissima importanza alle relazioni, credendo ciecamente nell’enorme potere dell’Amore. Saper amare è difficile, è un impegno quotidiano che richiede stabilità, coerenza, costanza, determinazione, saggezza…l’Amore è capace tanto di farti toccare vette straordinarie, quanto di farti sprofondare in abissi dolorosi. L’Amore confonde, cambia le carte sul piatto, altera la quotidianità, stravolge gli equilibri. Quante volte l’amore ci ha portato su strade sbagliate. Ma, quello, appunto è amore con la a minuscola. Il vero Amore, invece, quello con la A maiuscola è difficile da riconoscere e conoscere, ma è il motore principale di ogni Vita. Bisogna sapersi accettare per quello che si è, non per quello che si sarebbe potuti essere. L’esercizio quotidiano del migliorarsi è la strada principale per Amarsi! Io non smetterò mai di ringraziare Elisabetta per il suo Amore che in tantissime occasioni mi ha riportato a galla! Così come ringrazio i miei genitori, mio fratello e la sua famiglia per il loro! E ringrazio tantissimo anche miei gatti che mi hanno fatto capire quanto sia straordinario l’Amore che un animale ci può offrire!!!!  

Bisogna sapersi accettare per quello che si è, non per quello che si sarebbe potuti essere. L’esercizio quotidiano del migliorarsi è la strada principale per Amarsi! Ogni relazione d’Amore autentico è feconda ed in questo momento storico ce ne vorrebbero moltissime!!!

Mi sento di offrirvi questa narrazione della mia malattia semplicemente come forma di Amore riconoscente per quanto mi avete donato, mi donate e mi donerete, fino alla fine!

Voglio chiudere questo post chiedendovi un piccolo, ma enorme gesto d’Amore! Come forse ricorderete qualche mese fa, assieme al mio carissimo amico Davide, abbiamo dato vita ad campagna di sensibilizzazione dal titolo “Aiuta uno smidollato” che ADMO Vicenza ci ha chiesto di far propria, con nostro grande onore! 

Se avete un’età compresa tra i 18 e 36 anni non compiuti, o conoscete delle persone che lo sono, gli amici di ADMO vi aspettano in una delle sedi indicate nel volantino (che allego in foto): attraverso un semplice tampone salivare potreste diventare un potenziale donatore di midollo osseo. Quale migliore occasione? 

Un abbraccio a tutti, in particolare al mio meraviglioso Papà che oggi compie gli anni, e in alto i cuori!

Sandro 

#aiutaunosmidollato