C’È UN TEMPO PER…


Vicenza, 18 ottobre 2016

Carissimi tutti

sono nuovamente ricoverato da ieri al San Bortolo, ma faccio un piccolo passo indietro. Venerdì sono stato a Bologna (grazie ad un appuntamento che mi ha fatto avere il dott. Di Bona) per un consulto ematologico. Ho incontrato assieme a mia moglie e a mio fratello (in foto!) il prof. Giovanni Martinelli con cui ho avuto una piacevolissima conversazione. Al Sant’Orsola hanno dei farmaci molto innovativi per le leucemie e, quindi, mi hanno fatto una visita e vari prelievi per capire se vi sia un protocollo che possa fare al caso mio…entro una decina di giorni dovremmo avere una risposta, spero positiva! Ieri, intanto, ho iniziato la cura con un nuovo farmaco arrivato dal Giappone. Si tratta di un anticorpo monoclonale che ha la funzione di uccidere le cellule malate. Speriamo faccia il suo dovere 🙂 alla sera mi è venuta febbre alta, che può essere stata provocata proprio dal farmaco. Oggi sto meglio e per ora non è ricomparsa la febbre. Per precauzione, avendo le difese molto basse, mi hanno messo in terapia degli antibiotici. 
Il mio midollo è una ciofeca! Sono proprio uno smidollato: trasfusioni ogni due/tre giorni, i globuli bianchi sempre sotto i tacchi e le cellule malate ancora tante! 

Mi sento molto sereno, nonostante tutto. Sto combattendo con grande tenacia e determinazione perché voglio guarire! Sono ben consapevole, come ho scritto in altri post, di star affrontando tutte terapie salvavita. Ah, mi raccomando, se dovessi morire non scrivete frasi di taglio giornalistico del tipo: “ha perso la sua battaglia”, “è stato sconfitto dalla leucemia”, “si è arreso ad un male incurabile”…e lo dico sorridendo! Non mi ci riconoscerei! Credo, infatti, che moltissime persone che sono passate oltre, non siano state sconfitte. Siamo tutti esseri finiti e per cause naturali o accidentali ognuno di noi è destinato a morire. Se penso a mia Madre non posso assolutamente dire che si è arresa: ha combattuto con tutte le sue forze e ci ha consegnato una grandissima lezione di umanità e di Amore! Quante persone potrebbero dire altrettanto di parenti e amici? Sono certo moltissime! Ed è questo che resta indelebile nel nostro cuore! Non la morte, che in alcuni casi è sorella, ma la vita vissuta in pienezza, nonostante tutte le piccole e grandi difficoltà che si incontrano! (Vita è l’unica parola a non avere un contrario).

Scrivevo sopra che mi sento molto sereno e gran parte della serenità la devo ai medici e agli infermieri di questo straordinario reparto che hanno delle doti professionali e umane rare! Se penso a quanto sta facendo il dott. Di Bona per me…davvero ne resto ogni volta assai commosso!
Non so quanto starò ricoverato al San Bortolo, ma spero di poter tornare a casa in una decina di giorni! Elisabetta e i nostri gatti mi mancano, ovviamente, moltissimo come mi manca tutta la quotidianità domestica. C’è un brano del Qoelet meraviglioso che dice: 

“Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.

C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato.

Un tempo per uccidere e un tempo per curare, un tempo per demolire e un tempo per costruire.

Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per fare lutto e un tempo per danzare.

Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.

Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per conservare e un tempo per buttar via.

Un tempo per strappare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare.

Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace.”

Allora penso alla preziosità del tempo e a quanto sia importante saper attendere con pazienza. Il “tutto e subito” è uno slogan che ormai è entrato nelle nostre coscienze e che non ci permette di vivere con serenità. Non c’è tempo di attendere, c’è subito urgenza di ottenere risultati. E se non si ottengono subito allora ci si scoraggia, ci si crede inadeguati o impreparati. Non lasciamoci ingannare da questi totem fasulli, ma riscopriamo il piacere e la bellezza dell’attesa, del meditare, del camminare col proprio passo, del gustare ogni cosa con il nostro ritmo…

In conclusione, come sempre, vi abbraccio forte ringraziandovi per tutto l’affetto che mi donate e scusate se non riesco a rispondere a tutti.

Vostro,

Sandro

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1 Commento

  1. Walter

     /  ottobre 19, 2016

    Carissimo Sandro,
    ammiro, come tutti coloro che ti stanno seguendo su queste pagine, la tua forza d’animo nell’affrontare la tua malattia notte e giorno. Però, anche se sei bene assistito e curato e la presenza costante e premurosa del personale medico e sanitario, dei tuoi familiari e dei tuoi amici più fedeli ti è sicuramente di conforto, nella prova più dura ed estrema si è purtroppo soli. L’unico reale conforto è dato dalla speranza alimentata dalla fede, per chi ha la forturna di averne un po’, ma so che la tua fede è forte.
    Se mi permetti, alla grande varietà di tempi citati dal bellissimo passo di Qoelet, desidererei aggiungere un brano tratto dalle Confessioni di Sant’Agostino (XI, 20,26), nel quale viene celebrato l’eterno presente: “[…] Un fatto è ora limpido e chiaro: nè futuro nè passato esistono. E’ inesatto dire che i tempi sono tre: passato, presente e futuro.
    Queste tre specie di tempi esistono in qualche modo nell’animo e non le vedo altrove:
    il presente del passato è la memoria, il presente del presente è la visione, il presente del futuro è l’attesa […].
    … E il presente è Dio!

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