LE GIOIE SEMPLICI SONO LE PIÙ BELLE!

Vicenza, 12 agosto 2016

Carissime amiche e amici, un nuovo aggiornamento dopo 10 giorni di ricovero. Per ora tutto sta andando secondo protocollo. Le terapie le sto affrontando con grinta e serenità. Ho finito le chemio domenica scorsa e da mercoledì ho ripreso a fare arsenico. Nei giorni scorsi ho avuto qualche problema di coagulazione che si sta risolvendo da solo, per fortuna! Le piastrine ballano, ma con le trasfusioni le teniamo a bada. L’ho detto già tantissime volte, ma non mi stancherò mai di ripeterlo: GRAZIE a chi dona!!! Qui, in ematologia, tutti i giorni noi pazienti abbiamo costante bisogno di trasfusioni di sangue, piastrine, plasma e se non ci fossero quotidianamente quelle sacche magiche ricche d’Amore che ci riportano a galla, che ci fanno stare meglio, che ci danno speranza, che ci permettono di lottare, sarebbe tutto molto più difficile. Ieri anche mio fratello Fabio ha ultimato gli esami per l’espianto del midollo che, incrociamo le dita, potrebbe darmi una speranza in più di guarire definitivamente. Chi ci conosce, sa perfettamente quanto siamo legati Fabio ed io. È un rapporto straordinariamente intenso che è sempre stato fondamentale per me fin dalla culla! Potrebbe risultare scontato, perciò, che lui si sia messo a totale disposizione mia e dei medici visto il nostro legame, ma io non riesco a non vederlo come un’ ulteriore testimonianza d’Amore. Ed è per questo che ritengo lui e tutti i donatori persone speciali, eroi del quotidiano! 

Le mie giornate, qui in ospedale, sono senz’altro lunghe, ma sono riuscito a darmi un ritmo. Leggo molto, scrivo, consumo il corridoio con le mie splendide pantofole bianconere, mi faccio delle pere di iPad notevoli e guardo le olimpiadi. In stanza siamo in 4. Sono tutte persone molto perbene con cui si è creato un clima di viva cordialità. Ho conosciuto anche Chiara che nei prossimi giorni si dovrà sottoporre al trapianto e che oggi compie gli anni: “Cara Chiara ti auguro che questo sia il compleanno della tua completa rinascita!”. Come scrivevo nello scorso aggiornamento, qui mi sento come in famiglia. Si respira un’umanità incredibile! Volontari, operatori, infermieri e medici sono sempre a disposizione: non manca mai un sorriso, una parola di conforto, una battuta per spronarti e questo aiuta tantissimo. Ogni giorno le infermiere del DH vengono giù a salutarmi e a portarmi un regalino (grazie Elisa❤️) e mi sento in costante debito con loro. Questa è una comunità artificiale (rubo il termine al mio carissimo amico Paolo Morandi!) nella quale nessuno è felice di abitare, ma che dà insegnamenti preziosissimi. Il tempo dell’ospedale non è il tempo della vita. Non dico assolutamente sia più sano, ma sicuramente non ti schiaccia e ti costringe a fermarti. A riflettere. A meditare. A ragionare. E tutto questo aiuta. Davanti alla malattia ti spogli di tutto, soprattutto del superfluo, e ti prepari ad indossare abiti nuovi che, giorno dopo giorno, devi adattare al meglio. Credo che molte persone che hanno vissuto l’esperienza di un ricovero possano capire cosa intendo. 
Non vedo l’ora di tornare a casa, ma per fare cosa? Penso alle cose più semplici, che sono quelle che mi mancano di più! Una passeggiata nella natura, cucinare qualche manicaretto per mia moglie, dormire nel mio letto, sentire le fusa di Poulenc e della Blue, godere di una bella giornata con gli amici…non date per scontato nulla e godete appieno del “qui e ora”! Non rimandate la felicità ad un domani potenzialmente migliore, ma createla nel quotidiano prendendovi cura di voi stessi, facendo cose che vi fanno stare bene, assaporando la bellezza della Vita anche nel canto di un uccellino o nella fioritura di un bel fiore: le gioie semplici sono le più belle!!! 
Non mi rimane che ringraziarvi per il vostro affetto davvero straordinario. Sto ricevendo tantissimi messaggi che si trasformano in energia pura per me. Io, come vedete dalla foto, non mollo ed oggi indosso la maglietta con un messaggio che i colleghi Consiglieri Comunali hanno voluto mandarmi quando è iniziata la mia battaglia: VINCERE!

RICOVERATO! 


Vicenza, 3 agosto 2016

Dopo oltre un mese di silenzio eccomi nuovamente con un aggiornamento sulle mie condizioni di salute. Ci eravamo lasciati con la notizia dello slittamento del trapianto a causa della ripresa della malattia. Ho ricominciato, perciò, ai primi di giugno la terapia a base di triossido di arsenico che, in prima battuta, aveva dato buoni risultati. Purtroppo, invece, ultimamente non sta dando più i risultati sperati e la conferma è arrivata ieri dall’esame dell’agoaspirato midollare che il dott. Di Bona ha deciso di farmi con urgenza. Hanno stabilito, quindi, di ricoverarmi già oggi per aggredire con della chemioterapia la bestiaccia in modo tale che possa arrivare al trapianto con il midollo il più possibile libero da malattia. In questo periodo mi sento bene, sebbene il midollo è in costante sofferenza: piastrine e globuli bianchi sono sempre a terra per via della mia severa displasia midollare.
Durante questo ricovero, di un mese circa, dovrò affrontare, come scrivevo prima, una terapia tosta a base di arsenico e chemio. E’ stata suggerita dal dott. Francesco Lo Coco, uno dei maggiori esperti in campo ematologico a livello internazionale, soprattutto per quel che riguarda il mio tipo di leucemia, la promielocitica. L’indicazione è stata data per provare a pulire il più possibile il midollo in vista del trapianto. Alla fine di questo ciclo, molto probabilmente ne dovrò fare un altro a distanza di breve, ma questo lo vedremo alla fine di questo ciclo. Verrò seguito da una dottoressa che in questi mesi non ho mai conosciuto. Si chiama Maria Chiara Tisi e mi ha fatto una buonissima impressione. Stamattina poi, entrato in reparto, ho rivisto i volti di tante persone a me care!
Sono molto sereno e determinato anche se non vi nascondo che alcune preoccupazioni le ho. Non sono legate a me, ma ai miei familiari e ai miei amici. Io, fin da subito, ho compreso la gravità della mia patologia ed è ormai da oltre un anno che cammino come un equilibrista su una fune che i medici tengono ben salda, ma che comunque è pur sempre instabile. Già alcune volte ha oscillato il maniera considerevole, rischiando di farmi precipitare, ma sono riuscito a restare sempre in piedi. Ho metabolizzato alcune cose, anche il pensiero di morire, ma quello di lasciare soli i miei cari mi turba. Credo sia un bene familiarizzare con la morte. Perché la morte è umana ed alle volte è sorella quando le sofferenze e i patimenti sono disumani. Viviamo (ed è un privilegio!) in una parte di mondo che può permettersi di tenerla lontano, di non solidarizzare con essa e di non rifletterci. Forse dirò una cosa un po’ forte, ma credo che sia proprio dalla morte, intesa come privazione di qualcuno o qualcosa, che nascano i più bei legami di solidarietà, di comunanza, di uguaglianza. Perché quando la morte, la sofferenza, i patimenti, le afflizioni sono lontani dalle nostre vite, ci sentiamo invulnerabili ed è molto più facile diventare aridi, egoisti, pavidi (homo homini lupus!). Ma un cuore che ha patito, che ha sofferto, che ha tribolato, è un cuore in cui il concetto di homo homini lupus, lascia spazio a quello di homo homini frater.
Durante questi 16 mesi di malattia la mia seconda casa è diventata l’ospedale e volontari, operatori sanitari, infermieri e medici sono diventati una seconda famiglia. Tutto questo ha reso più lieve il mio percorso e non smetterò mai di ringraziarli. La malattia mi ha regalato dei legami stupendi e questi legami sono semi piantati, che resteranno indipendentemente da come andrà, e che mi auguro potranno dare frutti. Alcuni li sto già gustando, altri presto si concretizzeranno! Andrà a finire bene, andrà a finire male? Non lo so, ma ho una certezza, quella che la medicina sta compiendo passi in avanti straordinari. Il mio tipo di leucemia, ieri, era considerato quello più mortale. Oggi, invece, è uno dei più curabili. La ricerca è la speranza e per questo non smettete mai di donare! 

In alto i cuori e, come sempre, viva la Vita!
Vostro,
Sandro