TUTTO RIMANDATO!

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Vicenza, 31 maggio 2016

Un caro amico mi ha portato, di ritorno dal suo viaggio negli Stati Uniti, un piccolo calendario da tavolo che ogni giorno riporta una celebre frase. Venerdì ce n’era una splendida di Albert Schweitzer: “An optimist is a person who sees a green light everywhere, while a pessimist sees only the red stoplight… the truly wise person is colorblind”… Ricordo che l’ho letta più di una volta durante la giornata sia perché sono un grande estimatrice di Schweitzer sia perché l’ho sentita molto mia e, dopo che avrete letto la prosecuzione del post, capirete anche perché la considero un po’ profetica…

Venerdì nel tardo pomeriggio, infatti, dopo essermi ricaricato grazie al massaggio craniosacrale della mia insostituibile maestra e amica Anna, ho ricevuto una telefonata non proprio simpatica dall’ospedale: “Sandro buonasera sono il dottor Di Bona. Purtroppo le devo dare una notizia non bella: nelle cellule staminali raccolte ci sono delle tracce di positività. Ci vediamo lunedì mattina che ne parliamo meglio”…non vi nascondo che è stata una doccia gelata…era una cosa che poteva accadere ed è accaduta e la vita in questo è spesso amara maestra: quante volte avremmo voluto scrivere delle pagine in un determinato modo e poi, di punto in bianco, siamo stati costretti a cancellarle per essere costretti a riscriverne altre diverse, magari, più difficili e dolorose? A tutti noi credo sia accaduto almeno una volta nella nostra vita, ma questo non deve demotivarci o avvilirci. Anzi, più il gioco si fa duro e più i duri accettano di giocare (qui in foto mi vedete con la maglietta degli Attacchi di Pane non a caso) e, quindi, avanti con il nuovo protocollo!
Non mi considero un inguaribile ottimista che vede sempre tutto verde o una persona staccata dalla realtà. Sono perfettamente conscio che mi sto giocando il tutto per tutto e so, altrettanto, che le probabilità di morte esistono eccome. Ma sono proprio le mie condizioni di salute precarie a farmi avere ancora più rispetto per la vita. Non è il momento per piangersi addosso, non è il momento per lasciar spazio allo sconforto e allo scoraggiamento, è invece il momento per amare ancora di più la vita e per cercare di godere appieno, nel “qui e ora”, di ogni suo prezioso momento, cercando di guardare ciascuna singola cosa, con occhio daltonico, come insegna Schweitzer…

Ieri mattina, quindi, sono tornato in Day Hospital con mia moglie e abbiamo parlato con il dottor Di Bona. Lo ringrazio moltissimo sia per essere stato ancora una volta molto onesto nel comunicarci come stanno le cose, ma allo stesso tempo per averci infuso la carica giusta per andare avanti con la dovuta determinazione. In sostanza, siccome è stata una positività riscontrata nelle staminali raccolte, bisogna ancora una volta aggredire la malattia con il triossido di arsenico (facendo almeno 2/3 cicli di un mese l’uno). Verso la fine dell’estate, poi, in ragione di quale sarà la risposta alla terapia, che finora è stata molto buona, si vedrà se andare subito al trapianto (a questo punto sicuramente con il midollo di mio gemello Fabio) o se fare prima un ulteriore consolidamento con un ciclo di chemio per cercare di abbattere il più possibile il residuo di cellule malate, anche se fossero nuovamente non visibili…Insomma, la malattia è bella stronza si è particolarmente affezionata a me…il problema è che spesso anche noi ci affezioniamo moltissimo alle o agli stronze/i che ci fanno soffrire…devo trovare, quindi, il modo disaffezionarmi a lei. Alla fine del colloquio Elisabetta e il Dottore si sono lasciati con una, diciamo, promessa…il problema è che sono io che dovrò mantenerla 😀
Quindi ho ripreso già da ieri le terapie a base di triossido di arsenico – con ancora maggiore combattività – e la compagnia si è quindi riformata: la sedia accanto a Massimo e a Imerio è tornata ad essere mia ed ho i miei Angeli Anna, Elisa, Chiara, Antonella, Alberto, Erica, Monica, Stefania Michela e Laura che rendono e renderanno tutto più lieve. Fernando Pessoa ci insegna:
di tutto restano tre cose:
la certezza che stiamo sempre iniziando,
la certezza che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione un nuovo cammino,
 della caduta un passo di danza, della paura una scala, del sogno un ponte,  del bisogno un incontro
.”

Il regalo più bello che potete farmi adesso, quindi, non è quello di scrivermi parole di conforto, ma di amare e aver rispetto della vita e di continuare a donarmi il vostro affetto che per me si trasforma in energia pura.

Oggi la frase del giorno, scritta nel calendario, è di Andrew Jackson e dice: “One man with courage makes a majority”. Avanti tutta allora!

Vi abbraccio,

Vostro,

Sandro

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