BUON COMPLEANNO LEUCEMIA!

 

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Vicenza, 14 aprile 2016

Eccomi qua, la mattina del 14 aprile di un anno fa, ricoverato d’urgenza nel reparto di Ematologia dell’ Ospedale di Vicenza.

Condizioni del paziente: infezione al dente del giudizio con sanguinamenti alle gengive, emoraggiole alla retina con vista offuscata, vistoso ematoma nella zona destra dello stomaco, infiammazione dei polmoni, piastrine ed emoglobina molto basse, globuli bianchi alle stelle, coagulazione del sangue decisamente insufficiente, febbre e brividi, spossatezza generale, pallore, ingrossamento della milza.
Diagnosi: Leucemia Promielocita Acuta.
Prognosi: riservata.
Probabilità di morte: elevata
Terapia: chemioterapia ad alto dosaggio + acido transretinoico per 7 giorni.

Da quel giorno ne sono passati altri 365, la metà dei quali trascorsa in ospedale tra ricoveri, visite, terapie. Oggi festeggio il mio primo compleanno con lei! Ma ha senso fare festa ad una malattia che ha rischiato di portarti via e che ci proverà ancora? la mia risposta è sì!

Un sì perché l’Amore e l’affetto della mia famiglia, dei miei parenti, dei colleghi, di tutti gli amici che hanno combattuto e stanno combattendo insieme a me quest’ anno non ha avuto prezzo!

Un sì perché ho conosciuto moltissime persone che in vari modi hanno incessantemente continuato e continuano a sostenermi e a darmi forza.

Un sì perché ho incontrato medici, infermieri, assistenti e volontari che mi hanno insegnato ad essere forte, paziente, temperante ed oggi hanno un posto speciale nel mio cuore.

Un sì perché la malattia mi ha stravolto la vita rendendomi più consapevole, più maturo, più umano.

Un sì perché ho compreso realmente quanto sia importante vivere la vita in pienezza, godendo delle piccole cose, in completa armonia con essa nel “qui e ora”.

Un sì perché ho imparato che la morte non è una sconfitta del male sul bene, ma è semplicemente una trasformazione. Chi muore, guardando in faccia la malattia, non perde, anzi diventa prezioso testimone e compagno di strada di chi resta e continua a lottare con te (grazie a Maurizio, Daniel, Stefano, Daniela, Romano, Gianluca…)

Un sì perché la malattia ha rafforzato i rapporti veri e ha smascherato quelli deboli e superflui.

Un sì perché mi sento pieno d’Amore e ciò che conta è Amare!

Oggi sto bene, sono forte e determinato. Nell’immediato futuro mi aspetta l’autotrapianto e spero poi di poter dire un ultimo bellissimo sì alla guarigione!

Avanti tutta!!!

Vi abbraccio forte.

Vostro,

Sandro

#aiutaunosmidollato

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VIDEO!

Vicenza, 11 aprile 2016

Siamo partiti! Otto giovani hanno deciso di tipizzarsi per provare a salvare una vita. Il prossimo potresti essere tu!

#aiutaunosmidollato

#forzabiste

#tuttiamanosandropupillo

AIUTA UNO SMIDOLLATO!

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Vicenza, 8 aprile 2016

Il 2015 per noi è stato l’inizio di un’ascesa. Questa ascesa ha un nome generico: malattia! Lunga, tosta, faticosa, che ci ha fatto trascorrere periodi di grande sconforto e afflizione, ma che ci ha anche permesso di vivere mesi intrisi di amore, speranza, solidarietà, unione, fiducia.

Ci siamo conosciuti all’Ospedale San Bortolo di Vicenza quest’estate, entrambi ricoverati più volte. Non abbiamo mai pensato di essere malati, ma sappiamo di avere una malattia. Davide un’anemia aplastica severa, Sandro una leucemia acuta promielocitica. Nel corso dello scorso anno abbiamo passato tanti giorni in ospedale, e tuttora li stiamo passando, tra ricoveri, terapie e controlli. Abbiamo conosciuto tante altre persone, come noi malate, con cui abbiamo condiviso e condividiamo gioie e dolori. Chi ha vissuto lunghi periodi di malattia sa cosa intendiamo quando diciamo che si diventa una specie di grande famiglia. Tutte le volte che entriamo in ospedale, diventiamo “abitanti” di una comunità virtuale, legata da un denominatore comune: la salute! Questo ci aiuta a affrontare le terapie con serenità, in un continuo scambio di gesti d’amore e di sostegno che aiuta moltissimo. Si creano legami forti con persone sconosciute: non sai chi siano, non sei al corrente della loro storia, ma diventano come SORELLE e FRATELLI. Le nostre vite si intrecciano a quelle di tante altre persone con cui si festeggiamo traguardi raggiunti e di cui piangiamo la partenza quando se ne vanno (Maurizio, Daniel, Stefano, Daniela, Simone, Romano, Gianluca…). È la vita e a questa dobbiamo rispondere in tutta la sua bellezza ed in tutta la sua durezza. Ci chiamano “eroi” perché affrontiamo la malattia con la necessaria serenità. Non ci sentiamo tali, ci sentiamo semplicemente persone che amano la vita e che la vivono giorno per giorno, apprezzandone e assaporandone ogni particolare, anche invisibile. Costruiamo quotidianamente ponti di serenità, di pace, di speranza, indispensabili per cercare di tenere lontani timori, interrogativi, pensieri che si palesano come muri, a volte invalicabili. Perché la malattia spesso ti presenta un conto assai salato. Ed è anche per queste persone, che oggi non ci sono più, che siamo moralmente chiamati a fare qualcosa che ci faccia dire “io la mia parte l’ho fatta”.

In questo mese di Aprile accadrà una cosa bellissima. Due gruppi di una decina di ragazze e ragazzi, loro si possiamo chiamarli EROI, compiranno un meraviglioso gesto: quello di donarsi agli altri senza chiedere qualcosa in cambio, candidandosi per la donazione di midollo osseo (tipizzazione) e/o di sangue. Insieme, perché l’unione fa la forza! Grazie al loro meraviglioso gesto, diventeranno donatori di Vita! Si metteranno a disposizione delle moltissime persone che sono in attesa di trapianto o che hanno bisogno di trasfusioni. Salveranno una Vita, anzi di più: salveranno famiglie e reti di relazioni. Sì, per noi questi sono Eroi! (a tal proposito vi linkiamo questo bellissimo esempio di solidarietà:http://torino.repubblica.it/…/alba_tutto_il_liceo_si_mobili…)

Sulla scorta di questo bellissimo esempio ci siamo detti: perché non lanciare la campagna: “AIUTA UNO SMIDOLLATO!” Aprile potrebbe diventare il mese della tipizzazione.” Se anche tu che stai leggendo hai voglia di essere protagonista di questa avventura, scrivici in privato qui su Facebook. Ci piacerebbe riuscire ad organizzare almeno un altro paio di gruppi (7/8 persone per gruppo) da accompagnare alla tipizzazione. Di cosa si tratta? Di un semplice prelievo del sangue, purché tu sia un individuo di età compresa fra i 18 (per motivi legali) e i 35 anni, un peso corporeo superiore a 50 Kg e non affetto da malattie del sangue o da altre gravi forme infettive (AIDS, HIV, epatite). Il donatore può essere chiamato a donare fino al compimento dei 55 anni. Se non sei di Vicenza e hai voglia di contribuire a questa nostra richiesta, contatta il Centro Raccolta Sangue più vicino alla tua città!

E se non puoi aiutarci in questo modo? Semplice, ti chiediamo di CONDIVIDERE questo nostro appello sulla tua bacheca per trovare qualche altro potenziale donatore!

Ti aspettiamo, contiamo su di te.
Davide e Sandro

‪#‎aiutaunosmidollato‬!
‪#‎forzabiste‬
‪#‎tuttiamanosandropupillo‬
‪#‎massimacondivisione‬

 

 

 

CIAO GIANLUCA!

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Vicenza, 6 aprile 2016

 

Una persona molto sensibile, buona, disponibile e generosa. Ho conosciuto Gianluca quest’estate in ematologia ed è nata subito una gran bella amicizia. Ma chi non era amico di Gianluca? Un ragazzo che portava in reparto allegria, buonumore, gentilezza. Ogni volta che ci incontravamo in day hospital, incrociare il suo sguardo affettuoso, quei dolci occhi azzurri, accompagnati sempre dalla gradevolezza del suo sorriso, mi metteva allegria. Gianluca voleva bene alle persone in modo molto sincero e genuino. Non c’era volta che non mi chiedeva come stessi e se avessi bisogno di qualcosa. Non c’era volta che non infilasse una battuta per strapparti una risata. Poi, come quasi fosse un mantra, con quel suo modo di parlare cantilenante, ripeteva: “noi siamo più forti”, “dobbiamo sempre essere super positivi, giusto Sandro?”, “ne usciremo più forti” (come potete leggere da una breve nostra conversazione su messenger) e alla fine delle nostre chiacchierate, mi rinnovava  l’invito ad andare a cena fuori, quella cena che non abbiamo avuto il piacere di fare. Gianluca lottava da anni con forza, speranza e determinazione contro un male subdolo e bastardo. Tre anni fa era rimasto vedovo con una bimba di sette anni da far crescere. Nonostante ciò andava avanti con grande volontà d’animo, soprattutto per lei, quella bimba che oggi ha dieci anni ed è rimasta orfana anche del padre. Non riesco a trovare un briciolo di giustizia in questa storia perché giustizia non ce n’è.
Le persone che condividono con te il percorso della malattia diventano amiche speciali. Delle loro storie e delle loro vite conosci pochissimo, ma il legame che si crea è molto, molto intenso. Quando viene a mancare una di loro è come aver perso un fratello. In questi mesi di ospedale sono passate avanti persone splendide: Maurizio, Daniel, Stefano, Daniela, Romano ora Gianluca…iniziano a diventare tante…mi resta la loro bellezza e continuerò a lottare anche per loro.

Oggi in reparto è una giornata triste, Gianluca mancherà a tutti.

Ti voglio bene Amico mio!