VENERDÌ SANTO

 

Vicenza, 25 marzo 2016

In ospedale, come in tutti i luoghi di sofferenza, è Venerdì Santo ogni giorno e di “capi insanguinati, di spine incoronati e straziati dal dolor” (come recita lo splendido corale della Passione Secondo Matteo di Bach che ho linkato) ce ne sono moltissimi. Bambini, donne e uomini costretti a veri e propri martiri e condannati, non certo per scelta, ad una faticosissima via crucis per trovare finalmente Pace e Libertà.

La salita al Golgota è inevitabilmente dolorosa, ma durante l’ascesa si trovano molti Cirenei pronti a donare Carità e Speranza, disponibili ad aiutare a portare la croce, ad asciugare le lacrime, a curare le ferite e ad alleviare le paure.
Ogni volta che un Cireneo tende la propria mano per accarezzare un volto sofferente, indossa il grembiule per lavare le piaghe infette, dona parole e sorrisi per dare conforto, incarna il Sacro.

E allora l’invito, nel giorno del Mistero, è quello di essere persone che accendono scintille d’Amore nei cuori di chi soffre, di chi ha timore, di chi è in difficoltà. È solamente così che in luoghi abitati dalla sofferenza, come appunto l’ospedale, non soffino solo venti di angoscia, paura, preoccupazione, ma si respiri aria di Misericordia, Compassione, Fiducia e, ovviamente, Amore.

Per stare bene dobbiamo donare armonia, non creare conflitto.

 

 

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