VENERDÌ SANTO

 

Vicenza, 25 marzo 2016

In ospedale, come in tutti i luoghi di sofferenza, è Venerdì Santo ogni giorno e di “capi insanguinati, di spine incoronati e straziati dal dolor” (come recita lo splendido corale della Passione Secondo Matteo di Bach che ho linkato) ce ne sono moltissimi. Bambini, donne e uomini costretti a veri e propri martiri e condannati, non certo per scelta, ad una faticosissima via crucis per trovare finalmente Pace e Libertà.

La salita al Golgota è inevitabilmente dolorosa, ma durante l’ascesa si trovano molti Cirenei pronti a donare Carità e Speranza, disponibili ad aiutare a portare la croce, ad asciugare le lacrime, a curare le ferite e ad alleviare le paure.
Ogni volta che un Cireneo tende la propria mano per accarezzare un volto sofferente, indossa il grembiule per lavare le piaghe infette, dona parole e sorrisi per dare conforto, incarna il Sacro.

E allora l’invito, nel giorno del Mistero, è quello di essere persone che accendono scintille d’Amore nei cuori di chi soffre, di chi ha timore, di chi è in difficoltà. È solamente così che in luoghi abitati dalla sofferenza, come appunto l’ospedale, non soffino solo venti di angoscia, paura, preoccupazione, ma si respiri aria di Misericordia, Compassione, Fiducia e, ovviamente, Amore.

Per stare bene dobbiamo donare armonia, non creare conflitto.

 

 

LIBERTÀ È PARTECIPAZIONE!

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Vicenza, 14 marzo 2016

Carissime e carissimi abitanti di Facebook dopo oltre un mese, eccomi con un post di aggiornamento.

Ieri sera mi sono incontrato con il dott. Di Bona e mio fratello Fabio per fare un po’ il punto della situazione. All’incontro è voluto venire anche mio padre per comprendere meglio ciò che succederà nei prossimi mesi. E’ confermato, come già sapete, che dovrò sottopormi all’autotrapianto. Il tutto dovrebbe avvenire nel mese di maggio. Da lunedì prossimo fino a metà aprile farò un altro ciclo di consolidamento a base di triossido di arsenico, poi decideremo in via definitiva, se prelevare le mie staminali o quelle di Fabio (che sono identiche alle mie) e, a distanza di qualche settimana, rientrerò nuovamente in ospedale per un mesetto circa. Mio fratello, ieri sera, mi ha dato nuovamente prova del nostro grande Amore, perché si  è messo a totale disposizione, nonostante ci possano essere dei rischi. Il nostro pensiero è andato subito ai suoi figli e ai miei nipoti, ma ci sono state date ampie garanzie e questo ci ha donato la serenità necessaria. L’autotrapianto sarà suddiviso in due momenti: prima un ciclo ad altissime dosi di chemioterapia per annientare tutta la popolazione che abita il mio midollo e, successivamente, attraverso una infusione, il rinnesto delle staminali che andranno nuovamente a ripopolare il midollo, sperando che facciano il loro dovere una volta per tutto. Sono, comunque, molto determinato. Mi rendo conto che il successo o l’insuccesso dell’autotrapianto segnerà il mio destino, ma sono sereno e ottimista. Tra l’altro ieri sera, in reparto, ho incrociato tre splendide infermiere (Alessandra, Nadia e Tecla) che non vedevo da mesi. Ci siamo salutati con grande piacere e ho detto loro che tornerò tra poco a rompere le scatole…:P

In questo mese di pausa dalle terapie ho potuto svolgere una vita del tutto normale andando al lavoro ogni giorno, svolgendo la mia attività politica senza pause, concedendomi anche serate con gli amici, vedendo nuovamente i miei amati nipoti e altre piccole cose che mi hanno dato molta energia. Più di qualcuno si stupisce di ciò. Forse perché un malato di cancro viene considerato, nell’immaginario collettivo, un individuo che abita in un limbo e che cammina verso la morte e purtroppo, in alcuni casi è così (per mia madre lo è stato ad esempio). Fortunatamente, però, ci sono tante persone che, grazie alle cure, riescono a svolgere una vita normale, magari con alcune limitazioni legate alle terapie, e a guarire! Io mi sento molto più vivo ora di quanto non lo fossi da “sano”. Ho una consapevolezza molto diversa, sicuramente maturata gustando quotidianamente il “qui e ora”. Ormai è quasi un anno che sto combattendo contro la leucemia ed è stato ed è il periodo più complesso della mia vita, ma non tornerei indietro: emozioni nuove, incontri meravigliosi, condivisioni straordinariamente intime, un volersi bene rinnovato hanno reso la mia vita ancora migliore. E la vittoria è anche questa!

In questo lasso di tempo ho anche stretto un bellissimo legame con gli “Amici del Quinto Piano”, conoscendo donne meravigliose, con le quali stiamo condividendo una “battaglia” importante a favore del Reparto di Oncologia Medica di Vicenza (nella foto uno dei simboli della nostra battaglia). Come avrete avuto modo di leggere, la nostra azione è indirizzata verso la tutela del nostro ospedale. Non è concepibile che in un ospedale come il San Bortolo, che ha dei reparti di assoluta eccellenza, non ci siano le garanzie per mantenere standard qualitativamente elevati: ci sono reparti in sotto organico, alcuni senza primari (ad oncologia, ad esempio, manca da ben sei anni e la dottoressa Gulisano ha dovuto fare i salti mortali nella sua veste di Facente Funzioni), con problemi enormi per medici e infermieri che, senza alcuna tutela, sono costretti a fare i salti mortali (rinunciando a ferie, permessi, facendo un sacco di straordinari) per “salvare la baracca” e dall’altra per noi pazienti che non vediamo tutelato il nostro diritto alla salute. Speriamo che il nuovo Direttore Generale Pavesi compia i passi necessari per arrivare ad una soluzione che soddisfi sia chi cura che chi viene curato…

Voglio chiudere questo post con un ringraziamento ad una persona che è mancata sabato. La mia e la sua vita si sono incrociate in questi mesi di ospedale grazie alla sua splendida figlia che ci ha fatto incontrare e conoscere. Giorno dopo giorno, nonostante la distanza di età ed il fatto che ci vedessimo poco, l’affetto reciproco ha costruito un bellissimo ponte d’amicizia che avvertivamo entrambi nello stringerci la mano. Nei giorni in cui facevamo terapia in Day Hospital, infatti, lui non mancava mai di passare a salutarmi e a chiedermi come stavo, sempre accompagnato dalla sua splendida compagna di vita. Ed alla fine del nostro scambio di battute, ogni volta assai cordiale, ci prendevamo, appunto, la mano senza dirci nulla, ma sapendo perfettamente cosa volevamo comunicarci. Una lezione di vita, di dignità, di valori per me assai rara. Ci siamo visti l’ultima volta circa un mese fa e, nonostante le sue condizioni di salute fossero tutt’altro che buone, era voluto passare a salutarmi ugualmente. Ora è il momento del silenzio e del rispetto e per lui, finalmente, della pace dopo un ultimo periodo di grandi tribolazioni. La porterò nel cuore, Romano!

A tutti voi che con la vostra presenza ed il vostro affetto rendete il mio percorso decisamente, un abbraccio accompagnato da una grande GRAZIE!

Vostro,

Sandro

https://pupilsan.wordpress.com/

SIT – IN A SOSTEGNO DELLA DOTTORESSA MARCELLA GULISANO

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Vicenza, 7 marzo 2016

Venerdì 4 marzo con le amiche e gli amici del Quinto Piano del San Bortolo abbiamo espresso il nostro sostegno e la nostra solidarietà alla dottoressa Marcella Gulisano da alcune settimane bersaglio di un violento ed ingiusto attacco politico e mediatico.

Il ripristino delle visite è sacrosanto, ma deve essere necessariamente accompagnato dall’assunzione del personale previsto (tre medici) e dalla nomina del Primario che manca da sei anni ad Oncologia. Se così non fosse sarebbe l’ennesimo caso all’italiana in cui non si risolve il problema, ma lo si aggira perché, come sta accadendo, a causa della mancanza di personale, il tempo di visita di ogni paziente è diminuito, i medici sono costretti a fare i salti mortali con molti straordinari, non godendo di permessi e di ferie e non avendo il tempo di aggiornarsi! E sappiamo bene quanto sia fondamentale per loro e per noi che possano continuare a formarsi e ad aggiornarsi proprio perché la ricerca è elemento determinante per la cura del malato. Molti altri reparti del nostro ospedale stanno vivendo situazioni analoghe.

La sanità veneta è da tantissimi anni sinonimo di eccellenza a livello nazionale ed internazionale, ma è sempre meno tutelata: è nostro dovere prendercene cura, come loro si prendono cura di noi!