Una giornata in ospedale…

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Vicenza, 30 giugno 2015

Buongiorno a tutte e a tutti!

Sono al tredicesimo giorno del mio terzo ricovero, qui nel reparto di ematologia, in piena aplasia. Fino ad ora il ricovero è andato, nel complesso, bene. L’udito va meglio e dall’occhio destro mi pare di cominciare a vederci un po’ meglio. Piccoli miglioramenti che fanno bene all’umore. Le terapie sono onerose e la ripresa è lenta e faticosa.
Io sono sempre stato un soggetto iperattivo e che pretendeva risultati immediati. La malattia mi ha “costretto” ad imparare ad avere pazienza e, soprattutto, a rispettare i tempi di ripresa del mio corpo che sono consapevole di aver maltrattato in questi anni. Non è facile cambiare le abitudini, ma è fondamentale per recuperare le energie fisiche e mentali. Come spesso mi ripete il primario prof. Rodeghiero, a cui devo molto: “stai affrontando una gara di fondo è non di velocità!!!”. Ho fatto tesoro delle sue parole che sono assolutamente giuste e appropriate per me e per il percorso che sto facendo.

Voglio ringraziare in questo post i volontari dell’admo che mi hanno spiegato in concreto cosa significhi donare il midollo. In uno degli aggiramenti precedenti avevo ringraziato le persone che donano sangue, piastrine e plasma. Oggi ringrazio anche coloro i quali donano il midollo perché il loro gesto serve a salvare molte vite. Per chi lo volesse fare – e ce n’è di grandissimo bisogno – o semplicemente volesse maggiori informazioni, può contattare l’admo (c’è una sede anche a Vicenza) e farsi spiegare in cosa consista e quanto importante sia.

In questo momento sono ricoverate qui in reparto delle persone con cui ho stretto e sto stringendo dei bei legami di amicizia: Davide, Matteo (che, a dire il vero, hanno dimesso ieri), Maurizio Stefano. Sono persone che per vari motivi hanno reso e rendono meno pesante la degenza qui al San Bortolo e alle quali auguro di guarire quanto prima! Com Stefano ci stiamo vedendo poco perché siamo entrambi in aplasia. Con Davide ci divertiamo anche a scriverci via Facebook, per passare il tempo e per sdrammatizzare il nostro stato di salute.

Una giornata tipo ospedaliera, in questi giorni, più o meno, è scandita in questo modo: verso le 6 mi vengono fatti i prelievi del sangue, misuro la temperatura e controllo il peso. Poi mi addormento per un’altra oretta e tra le 7.30 e le 8 passano nuovamente le infermiere (o gli infermieri) a portarci le medicine del mattino e a controllare pressione e saturazione. Verso le 8 le operatrici ci rifanno i letti e intorno alle 8.30 faccio colazione. Solitamente bevo del tè accompagnato da sei biscotti(ci spalmo della crema al cioccolato sopra per insaporirli!), due fette biscottate con della marmellata ed un frutto. Intorno alle 10 passa il medico (in usato ricovero mi sta seguendo il dott. Borghero, persona dalle rare qualità umane e professionali) per visitarci e darci eventuali aggiornamenti sull’andamento del ricovero e su eventuali esami o trasfusioni da farsi. Poco dopo passa un/una volontario/a a portare del tè caldo o del succo. Tra le 10 e le 12 ascolto musica, audiolibro o altro e faccio le eventuali terapie del giorno (in questi giorni fortunatamente sto facendo solo della soluzione fisiologica per idratare l’organismo)…poi verso le 12 arriva il pranzo con annessi medicinali. Dopo pranzo ci viene chiesto di misurarci nuovamente la temperatura e poi solitamente si fa un riposino. Alle 15 un/una volontario/a ci porta qualcosa da bere (io bevo sempre il tè perché i succhi di frutta non mi piacciono) e alle 15.30 ci sono le visite: immancabilmente arriva il mio meraviglioso Babbo con cui sto a chiacchierare un’oretta circa (oggi è venuto anche il mio amatissimo gemellone Fabio!) Tra le 16.30 e le 18 ascolto musica, navigo in internet e faccio meditazione. Intorno alle 18 arriva la cena e poi alle 19 attendo con gioia la visita della mia splendida moglie! Alle 20, terminate le visite, una delle tante meravigliose assistenti del reparto (solitamente Francesca) ci porta la camomilla e quindi ci si prepara per la notte. Solitamente verso le 21 mi addormento e riesco a dormire discretamente. Questa è una giornata tipo: ovviamente possono essere assai diverse tra loro, dipende molto dallo stato di salute.

Il mio umore, in generale, è buono. Essendo in aplasia devo restare in camera e questo un po’ mi pesa. Mi ero affezionato ai giretti in corridoio e ai 10 minuti di cyclette. Ma tra un po’, quando i valori ricominceranno a salire, potrò nuovamente uscire dalla stanza. Ho tanta voglia che i prossimi giorni passino in fretta per poter tornare a casa da Betta e dai mici! Ieri Elisabetta ha portato Poulenc (il nostro bel gattone che ha poco più di un anno) dalla veterinaria per fare il richiamo del vaccino e per controllare una piccola cisti sopra la testa. Mi manca tantissimo, come mi manca anche la panterina Blu!!! Per chi ha degli animali può capire perfettamente ciò che sto scrivendo Emoticon smile

In questi giorni ho ricevuto dei bellissimi regali: ringrazio Elisa, Federica ed Everardo per le sorprese graditissime che ho apprezzato moltissimo! Ma sono davvero in tanti ad avere fatto dei regali e li ringrazio tutti di cuore! Sentirsi coccolati è sempre tanto piacevole! Altri regali meravigliosi li ricevo dalle persone che quotidianamente mi scrivono per farmi sentire il loro affetto. E non smetto mai di stupirmi di quante siano le persone, che non ho avuto il piacere di conoscere personalmente, che mi mandano dei messaggi bellissimi di vicinanza, di speranza e di ringraziamento. Ho voglia di guarire proprio anche per conoscerle e per poterle abbracciare fisicamente. Per ora lo faccio idealmente con tanta riconoscenza.

Chiudo questo post ringraziando una volta ancora – e sentendomi sempre più in debito – tutto il reparto di ematologia, fatto di persone eccezionali. E ringrazio tutti voi per l’amore che mi donate: è una medicina che mi dà una forza straordinaria! Non sentirsi soli vuol dire affrontare la malattia con maggiore grinta e speranza.

Un pensiero finale. In un mondo sempre più frenetico, che ogni giorno ci costringe a ritmi furiosi, ad accumuli di stress non indifferenti, ad essere più egoisti ed irritabili, prendetevi del tempo per voi stessi e per le cose che vi fanno realmente stare bene. Anche piccole cose, ma che possono fare la differenza: una passeggiata in montagna, o una bella scampagnata facendo un pic-nic, una biciclettata o una nuotata, un film o un concerto all’aperto vista la bella stagione. Qualcosa, insomma, che vi faccia staccare per un po’ la spina e vi faccia dire che la vita è bella! Non lo dico dall’alto di nessuna cattedra. Lo dico perché non ho mai compreso realmente quanto fosse importante fermarsi durante la giornata o nei weekend per dedicarsi alle piccole gioie che la vita ci offre (anche semplicemente mangiare un bel gelato). Oggi sono queste piccole a mancarmi maggiormente! Se poi si ha la fortuna di poterle condividere con chi si ama (fidanzati/e, mogli/mariti, parenti, amici…) il sapore è ancora migliore perché ciò che conta realmente nella vita è l’amore dato e ricevuto!
Un abbraccio.

Vostro,

Sandro

P.s. Chiedo scusa per gli eventuali errori…

 

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