Il rientro è vicino…

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Vicenza, 6 agosto 2015

Ciao a tutte e a tutti!

ormai è quasi un mese che sono a casa. Il midollo è andato un po’ in letargo poiché sta facendo risalire pian piano globuli bianchi, rossi e soprattutto le piastrine (o, come le chiamiamo in reparto, piastrelle!). A tal proposito se qualcuno conoscesse un buon piastrellista gli/le sarei grato se mi potesse girare il numero che lo chiamo subito per una consulenza! Scherzi a parte, mi hanno chiamato dall’ospedale (la carissima caposala Barbara) dicendomi che domani dovrò tornare in reparto per fare l’emocromo. Se i valori saranno buoni mi tratterranno e ricomincerà la guerra, se no mi faccio un altro weekend a casa e comunque rientro lunedì. Quest’anno le mie ferie estive saranno, perciò, queste: una bella degenza al San Bortolo di tre settimane (se tutto va bene). Spero che passino in fretta in modo tale da poter rientrare a fine mese a casa da mia moglie e i miei gatti. È vero che il detto dice: “agosto moglie mia non ti conosco”, ma farei volentieri una eccezione! Sono comunque combattivo. Questo periodo a casa mi ha fatto bene. Che bei giorni ho potuto trascorrere a casa. Grazie a chi è passato a farmi visita, grazie a chi mi ha scritto e telefonato, grazie alla mia famiglia che è fondamentale in questo periodo. Voglio ringraziare, in particolare modo, il gruppo “waiting for” (eccoci in foto) per la loro amicizia e per il loro affetto: vi voglio tanto tanto bene! Ricominciare, quindi, sarà più difficile perché devo ritrovare i ritmi ospedalieri, ma sono determinato e con le pile cariche!

Voi come state? Vi immagino in ferie. Godetevi questi giorni per ricaricarvi e per stare bene. Realizzate le cose che amate fare e prendetevi del tempo per voi. Sto sperimentando, grazie soprattutto alla meditazione, giorno dopo giorno, quanto sia fondamentale questo: prendersi del tempo (per me in questo periodo è, ovviamente, più facile), per rafforzarsi, per fare discernimento, per curarsi e, soprattutto, per amarsi ed essere in pace con se stessi. Ma l’essere in Pace con se stessi e, di conseguenza, con gli altri, sono il primo a dirlo, è assai difficile. Forse perché la Pace è un qualcosa che troppo spesso viviamo in maniera astratta ed impersonale. Invece, come diceva il grande don Tonino Bello, la Pace non è un concetto , ma è un cammino educativo che dobbiamo compiere partendo da piccoli gesti quotidiani, “perdendo” del nostro tempo: “Allenarsi al dialogo e al confronto con i genitori con gli educatori, con i compagni, con chi non la pensa come noi, cambiando il nostro cuore. La pace è un’arte che si impara. Non basta lo slogan. Non basta una marcia. Non basta un cartello. Ci vuole lo studio. Occorre il confronto. Occorre soffrire. È necessario anche prendere posizione: l’equilibrismo non è il modo giusto per difendere la pace”.
Quanto sono vere queste parole e quanto mie le sento! Quando saremo davvero in grado di metterle in pratica, solo allora privilegeremo al conflitto e allo scontro il tendere la mano ed il confronto. La paura del diverso si trasformerà in opportunità ed arricchimento. I muri della paura generano odio, i ponti della pace creano speranza. E per chi fa politica, come me, questi dovrebbero essere dei capisaldi imprescindibili per creare una politica che dà sicurezze e certezze, una politica capace di far guardare al futuro con speranza e fiducia, una politica che privilegia sempre il dialogo ed il confronto, una politica che aiuti e tuteli tutte le persone a partire da quelle più deboli ed indigenti. Purtroppo, dobbiamo constatare quanto, invece, la politica sia lontana dai bisogni della gente, generi disaffezione, provochi rabbia e sdegno, tolga soprattutto la speranza alle persone. E quando si toglie la speranza ad una persona, le togli il terreno sotto ai piedi…

Mi sono sentito in questi giorni con Daniel, Davide, Matteo e la moglie di Stefano. Stanno tutti combattendo con grande forza e determinazione. Ritroverò in reparto domani Daniel e Stefano, mentre Davide fortunatamente è tornato a casa da moglie e figli (dopo giorni tosti di febbre alta e spossatezza). Con Matteo, invece, ci sentiamo via messenger perché lui sta proseguendo le terapie in day hospital. Condividere il percorso della malattia con persone come loro aiuta sicuramente. Il mio grande desiderio è quello di una vittoria collettiva. Vi chiedo sempre una preghiera e/o un pensiero per loro!

Un ringraziamento, come sempre, a voi tutti che ogni giorno avete parole meravigliose nei miei riguardi. Mi sento tanto fortunato!

Un abbraccio.
Vostro.

Sandro

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